Chi ha amato “La cena degli dei” scritto da Marino Bartoletti, che non ha certamente bisogno di presentazioni, e uscito praticamente un anno fa, non può farsi scappare il secondo volume della serie, “Il ritorno degli dei“, ambientata in un particolarissimo paradiso dei nostri giorni.
Come il primo volume, chi scrive questa breve recensione ha consumato questo “ritorno” in pochi giorni, i primi dell’anno 2022. La penna di Bartoletti cede tranquillità, emozioni, empatia, dolcezza. Accarezza il lettore e lo fa sentire all’interno di una specie di miracolo. Quasi aiutato a dimenticare ciò che sta accadendo, nel mentre, là fuori.
Il progetto ruota intorno alle sue evidenti passioni, la moto, il calcio, lo spettacolo, la musica. L’idea è senza dubbio originale. Lo stile, come detto, soffice.
Rispetto al primo, ambientato interamente nell’aldilà, qui i fatti si intrecciano con alcune storie dell’”aldiqua”. E allora se da una parte vi è un giallo da risolvere, dall’altra c’è l’amore immenso e spasmodico di una città per il suo campione. Bambini in pericolo e amore sono situazioni che non possono lasciare indifferente l’altissimo disegnato dalla penna di uno dei più grandi giornalisti esistenti. E allora, anche i miracoli, a volte, possono farsi spazio.
Come Bartoletti descrive l’altissimo, anche per chi non crede, è qualcosa di unico. Una specie di commistione tra caratteristiche terrene e trascendentali. I personaggi, invece, che siano già da un pezzo trapassati e quindi angelici, o che siano nuovi arrivati, sono quanto di più terreno possibile. Così come li abbiamo amati e visti, odiati e criticati.
Il ritorno degli dei segna il profondo amore che l’Italia, nonostante tutto, ha per i suoi protagonisti. Nonostante le cadute di stile, nonostante i problemi e i guai, nonostante la sfacciataggine, nonostante le malelingue, nonostante i peccati terreni, nonostante tutto. Uno spaccato da leggere per chi è nato negli anni 70 e per chi è nato nel 2000. Un sogno, una fiaba, un racconto. Una storia inventata, ma che non può essere vera…forse!











