Quale ruolo della Regione Puglia nella gestione della crisi (economica ed ambientale) dell’Ilva? Secondo il governo nazionale poco, secondo Michele Emiliano è indispensabile il coinvolgimento appieno delle istituzioni territoriali e locali.
Anche perchè se non c’è equilibrio finanziario nell’Ilva il rischio di una procedura d’infrazione da parte dell’Unione europea è molto alto. In questo caso il default dell’azienda sarebbe molto probabile, atteso che non sono possibili aiuti di Stato.
E’ questo, in sintesi, quanto ha riferito ieri in aula il presidente della Regione Michele Emiliano rispondendo alla interrogazione presentata da Ignazio Zullo (Oltre con Fitto) e illustrata da Renato Perrini sulla grave crisi finanziaria che sta vivendo l’azienda, così come l’indotto.
Emiliano ha evidenziato le difficoltà di interlocuzione incontrate con i commissari nominati dal Governo mentre si è in attesa delle linee guida nazionali per perseguire l’equilibrio finanziario. In merito al processo di riambientalizzazione dell’area la possibilità di utilizzare il danaro della proprietà prima della confisca definitiva risulta al momento inceppato a seguito dell’intervento della magistratura svizzera. “La Regione – ha concluso – è più che legittimata a sapere quello che accadendo. Su questa questione andrò fino in fondo”.
Ad Emiliano ha fatto da contraltare proprio il consigliere tarantino Perrini, che in aula ha illustrato l’interrogazione e poi ha risposto al Presidente.
“Ho apprezzato il coraggio con il quale il presidente Emiliano ha risposto, dedicando non poco tempo, alla mia interrogazione sull’Ilva”.
“E uso il termine coraggio non a caso – dice Perrini – perché credo non sia facile per un presidente di centrosinistra che dovrebbe avere con un governo di centrosinistra un’interlocuzione facilitata, anzi privilegiata, venire in aula e affermare che il Governo, attraverso i suoi commissari che stanno gestendo l’azienda, non ritiene di coinvolgere la Regione Puglia non solo sulla gestione attuale, ma sul progetto futuro del siderurgico più grande di Europa”.
Emiliano non ha nascosto le sue preoccupazioni: l’azienda perde ogni mese commesse e lavoro con una perdita che potrebbe anche raggiungere i 50 milioni di euro al mese.
“Tenuto conto – dice Perrini – che il fallimento costituirebbe per Taranto e tutto il suo territorio una catastrofe, per usare un termine usato proprio dal presidente, perché non deve mai essere dimenticato che l’Ilva e il suo indotto riguarda circa 20mila dipendenti. Il presidente Emiliano ha assicurato che non intende girare lo sguardo dall’altra parte, non intende far finta di nulla, ma di continuare a sollecitare i tre commissari dell’Ilva a un confronto. Noi ci uniamo al suo appello. L’azienda tarantina non è un affare solo di Renzi e dei suoi commissari ma riguarda i tarantini tutti, che hanno pagato e pagano il prezzo più alto in termini di occupazione e ambiente. E i tarantini non possono che essere rappresentati dalle istituzioni locali, a cominciare dalla Regione Puglia che noi pretendiamo sia innanzitutto informata di ciò che accade day by day, come è giusto che sia”.
“Per questo motivo ho apprezzato il coraggio del presidente Emiliano e lo invito a insistere a intensificare la sua azione con il governo centrale perché al di là degli schieramenti politici, che rimangono distinti e distanti, tutti i tarantini, ma direi tutti i pugliesi, hanno a cuore le sorti dell’Ilva e, quindi, ci troverà al suo fianco”.











