HomeEconomia & SviluppoIlva, firmata la solidarietà. Oggi il decreto arriva alla Camera

Ilva, firmata la solidarietà. Oggi il decreto arriva alla Camera

Ilva, è stato raggiunto l’accordo per il rinnovo dei contratti di solidarietà a Taranto. Saranno 4.074 gli interessati. Circa 500 in più rispetto ai due accordi di solidarietà conclusi nel 2013 e nel 2014, ma 500 in meno rispetto a quanto aveva chiesto l’azienda. Venerdì scorso, infatti, incontrando le organizzazioni metalmeccaniche, l’Ilva aveva chiesto il rinnovo della solidarietà per 4.459 addetti di cui 1.228 nell’area fusoria, 1.815 nella laminazione e 1.416 nell’area servizi.

Le due precedenti solidarietà nel 2013 e 2014 erano state sottoscritte per circa 3.500 unità ma usate, nei fatti, per un numero inferiore. Non si è mai andati oltre i 1.600-1.800. Stavolta, invece, l’Ilva si trova ad affrontare un quadro diverso. Alla crisi di domanda che tiene ferma l’area di laminazione e i tubifici – dove la solidarietà avrà un impatto maggiore – si aggiunge infatti la fermata degli impianti che dovranno essere sottoposti a rifacimento in base all’Autorizzazione integrata ambientale. E fra questi c’è il grande altoforno 5 che verrà fermato il 19 marzo e che da solo esprime il 40 per cento del potenziale produttivo di ghisa dello stabilimento di Taranto.

La Fiom Cgil, in una nota, ritiene che la consultazione svoltasi richiede in tempi ravvicinati un supplemento di discussione al fine di rimodulare gli assetti di marcia degli impianti a fattori sui quali non si è potuto svolgere l’approfondimento necessario, quali un esame di dettaglio del portafoglio ordini a tutt’oggi non sottoposto alla conoscenza delle organizzazioni sindacali. E’ inoltre urgente disporre la conoscenza esatta della cronologia del lavori AIA di cui si disporrà solo a valle della conversione definitiva del decreto per Taranto e per l’ILVA.

“Nel sottoscrivere il verbale – hanno detto dal sindacato metalmeccanico – consideriamo non più rinviabile l’attivazione del confronto con i Commissari Straordinari preposti all’Ilva in AS, nonché del tavolo interministeriale con il coinvolgimento del Mise, del Ministero per l’Ambiente, del Ministero per il Lavoro”.

Oggi, intanto, il decreto legge sull’Ilva approda in aula alla Camera. Intanto il vice ministro allo Sviluppo economico, Claudio De Vincenti, ha escluso la possibilità di modifiche rispetto al testo approvato la scorsa settimana dal Senato. “Realisticamente – afferma – non ci sono i tempi necessari per poter poi rinviare al Senato il provvedimento prima della scadenza prevista per il 6 marzo”.

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Redazione
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