Perché non accollarsi parte della retribuzione dei lavoratori dell’Ilva messi in solidarietà? Come ha fatto il governo regionale della Liguria. La proposta, rivolta al presidente della Regione Michele Emiliano, arriva dal segretario Uil, Aldo Pugliese. “L’invito che le rivolgiamo è quello di seguire l’esempio della Regione Liguria, che per aiutare i lavoratori dello stabilimento genovese si è fatta carico di quel 10% che verrà decurtato dagli effetti del Jobs Act, permettendo così di passare dal 60 al 70% della retribuzione mensile con l’attuazione dei contratti di solidarietà”.
Peraltro tra qualche giorno si farà chiarezza sul futuro dello stabilimento di Taranto, che aspetta ancora di conoscere il nome dei futuri compratori, visto che entro il 10 febbraio c’è tempo per presentare le manifestazioni di interesse. Ma a lasciare perplessi resta la situazione occupazionale. “Nessuna garanzia – continua Pugliese – è stata prevista per i livelli occupazionali, il che, ovviamente, sta generando un sentimento di sconcerto misto a preoccupazione fra gli operai dell’Ilva e tra quelli dell’appalto, che all’orizzonte non intravedono alcuno spiraglio positivo. Il futuro dell’Ilva è quanto mai nebuloso e incerto, così nebuloso e incerto che anche alcuni dirigenti che nel 2015 avevano contribuito ad elevare le commesse hanno preferito rassegnare le proprie dimissioni in mancanza di certezze e prospettive. Inoltre, come è noto, i beneficiari dei contratti di solidarietà, tra i lavoratori dell’Ilva, sono passati da 3500 a 3300 circa”.
Il prossimo 9 febbraio è previsto l’incontro tra le parti in causa, i lavoratori destinatari dei contratti e l’Assessorato al Lavoro della Regione. Fino ad allora un macigno di domande peserà sui diretti interessati e su tutto il territorio regionale.












