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Ilva: i dati sulla salute pubblica sono allarmanti. Emiliano: “Renzi sa le cifre. Intervenga subito”

Il rapporto tra l’Ilva e l’incidenza dei tumori sulla popolazione, soprattutto dei bambini, è chiaro. Tassi di mortalità di quattro punti più elevati rispetto alla media fanno della città dei due Mari una vera e propria emergenza sanitaria. Una bomba ad orologeria su cui le istituzioni, una volta tanto, hanno il dovere di evitare di rimpallarsi compiti e responsabilità ed agire per cercare soluzioni che da una parte tutelino le esigenze economiche di un territorio devastato da una crisi, come quella dell’Ilva, gravissima e di difficile approccio, ma dall’altra non facciano un passo indietro (anzi, ne facciano molti in avanti) sui temi ambientali e della salute pubblica.

È stato reso noto questa mattina lo Studio condotto dal Dipartimento di epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio e dalla ASL di Taranto “sugli effetti delle esposizioni ambientali ed occupazionali sulla morbosità e mortalità della popolazione residente a Taranto”.

Tra i bambini di età compresa tra 0-14 anni residenti a Taranto, “si sono osservati eccessi importanti per le patologie respiratorie: in particolare tra i bambini residenti al quartiere Tamburi si osserva un eccesso di ricoveri pari al 24%”; una percentuale che sale “al 26% tra i bambini residenti al quartiere Paolo VI”.

Sono alcuni dati contenuti nel rapporto secondo cui “c’è relazione causa-effetto tra emissioni industriali e danno sanitario”, in cui si illustrano i risultati dell’indagine epidemiologica condotta per valutare l’effetto delle sostanze tossiche di origine industriale emesse dal complesso Ilva sulla salute dei residenti. Lo studio è stato realizzato nell’ambito delle attività del Centro Salute e Ambiente della Regione Puglia, in collaborazione con il dipartimento di Epidemiologia del Servizio sanitario regionale del Lazio, della Asl di Taranto, di Arpa Puglia e di Ares Puglia.

Il nuovo Studio dimostra l’esistenza di una relazione causa-effetto tra l’esposizione alle emissioni industriali di ILVA e la mortalità, i ricoveri ospedalieri e l’incidenza dei tumori. A chiare lettere vi si afferma che: “l’andamento della mortalità ha seguito in modo speculare l’andamento della produttività e l’inquinamento nei quartieri Tamburi e Borgo”.

Lo studio ha visto analizzati i dati di 321.356 persone residenti tra il 1 gennaio 1998 ed il 31 dicembre 2010 nei comuni di Taranto, Massafra e Statte. Tutti i soggetti sono stati seguiti fino al 31 dicembre 2014, ovvero fino alla data di morte o di emigrazione. Ad ogni individuo, sulla base dell’indirizzo di residenza, sono stati attribuiti gli indicatori della esposizione alla fonte di inquinamento presente nell’area utilizzando i risultati di modelli di dispersione in atmosfera degli inquinanti scelti come traccianti (Pm10 ed So2, ovvero polveri sottili e anidride solforosa). Entrambi gli inquinanti, tra i cittadini più esposti (concentrazione di 10 microgrammi per metro cubo), sono responsabili di nuovi casi di tumore al polmone: +29% causato dalle polveri e +42% dalla anidride solforosa.

Taranto “lo stato dell’ambiente e della salute della popolazione deve essere continuamente monitorato per meglio valutare i cambiamenti temporali e garantire interventi di prevenzione ed una adeguata assistenza sanitaria», asseriscono i ricercatori. L’emergenza continua a essere rappresentata dall’eccesso di malattie oncologiche. Tra i bambini si registra un aumento del trenta per cento delle diagnosi rispetto alla media nazionale.

“Pensavamo di sapere già molto sull’aumento della mortalità e delle malattie nell’area di Taranto, ma questo nuovo Studio fa luce su alcuni aspetti a dir poco inquietanti!”.

Lo dichiara il Prof. Avv. Andrea Saccucci, che insieme all’Avv. Roberta Greco, rappresenta 130 cittadini di Taranto e dei comuni vicini che hanno presentato ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) per violazioni del diritto alla vita e all’integrità psico-fisica e del diritto al rispetto della vita privata e familiare.

Lo Studio, inoltre, esclude la dipendenza dell’alterato stato di salute dei tarantini da fattori di rischio personali quali, ad esempio, fumo ed alcol, e, soprattutto, attesta che “la latenza temporale” tra l’esposizione alla contaminazione ambientale ed alcune gravi malattie è breve.

I dati sono molto chiari anche su un altro dato: l’esposizione alle polveri industriali è responsabile del 4% in più di mortalità. In particolare, l’aumento di mortalità per tumore polmonare è del 5%, mentre la percentuale sale al 10% per infarto del miocardio. Quanto alla mortalità per effetto della anidride solforosa, questa registra un aumento del 9%: in particolare +17% per tumore polmonare, +29% per infarto del miocardio.

“Bisogna agire in tempi rapidi, non è più possibile attendere oltre” – commenta il Prof. Saccucci – “ne va della vita delle persone residenti a Taranto. La nostra richiesta rivolta alla Corte di Strasburgo di trattare ‘urgentemente’ il caso ILVA va esattamente in questa direzione. Speriamo che il Governo italiano non continui a ritardare i tempi della decisione”.

Presente a Bari alla presentazione dei dati anche il presidente Michele Emiliano che ha confermato la volontà di esaminare una possibile impugnativa davanti alla Corte Costituzionale dell’ultimo Decreto-Ilva (quello in cui, in sostanza, si rinviano i tempi per la bonifica e messa in sicurezza e si escludono le responsabilità degli acquirenti per i danni causati).

E la stoccata del Presidente della Giunta regionale è chiara e precisa.  “Se dopo più di un anno che sono presidente, riuscissimo a fare almeno una riunione di lavoro con il governo avente ad oggetto l’Ilva, non sarebbe male. Purtroppo questo si verifica, che in una situazione così grave noi non solo accumuliamo dati, elementi, suggerimenti e analisi, ma per questioni a questo punto credo di natura politica, non è possibile avere un momento di confronto”.

“Il Presidente del Consiglio – ha aggiunto Emiliano – ha questo studio già da diversi giorni e adesso deve valutare cosa fare, essendo informato, e prendere le decisioni conseguenti. Non è una comunicazione come tutte le altre: questa è una comunicazione che ha effetto giuridico, da questo momento il Presidente della Regione e il Presidente del Consiglio hanno il dovere e il potere di adottare provvedimenti che servano, se in natura sono possibili, ad abbassare questi livelli di mortalità anomali, fuori scala”.

Il Presidente ha poi dichiarato che: “Un’altra cosa che faremo, e la Regione ha titolo per farlo, è la revisione dell’Aia. Già da qualche giorno ho dato indicazione all’Avvocatura regionale di istruire la richiesta. Se l’Aia venisse revocata sulla base degli elementi presentati oggi, ancora una volta, la fabbrica non potrebbe proseguire l’attività. Terza cosa che la Regione ha già fatto, è proporre al Governo un sistema produttivo alternativo.

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Roberto Mastrangelo
Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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