L’Imu agricola da questa mattina è legge. E’ arrivato, infatti, il via libera definitivo della Camera al decreto legge, che proroga tra l’altro l’esercizio della delega fiscale. Il testo è stato già approvato dal Senato e non è stato modificato a Montecitorio. I sì sono stati 272, i no 153, 15 gli astenuti.
La Camera ha bocciato tutti gli emendamenti portando al voto finale un testo identico a quello approvato dal Senato. I numeri della Camera hanno anche permesso alla maggioranza di dividersi, e al gruppo di Area Popolare (Udc ed Ncd) guidato dall’ex ministro dell’Agricoltura Nunzia De Girolamo di presentare senza conseguenze un emendamento soppressivo dell’imposta sui terreni ex esenti (bocciato anche questo).
Resta, dunque, tutto confermato. Nei Comuni classificati montani (oltre i 600 metri di altitudine) l’Imu non mette piede, in quelli parzialmente montani (tra i 280 ed i 600 metri) esclude solo i terreni posseduti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali mentre nei non montani ha un’applicazione generalizzata.
Sono 1.601 i Comuni in cui si è persa l’esenzione, con un gettito aggiuntivo di 268,7 milioni di euro. Grazie a due correttivi approvati al Senato, per i pagamenti relativi al 2014 c’è tempo fino al 31 marzo senza interessi né sanzioni, mentre una norma-manifesto conferma il diritto al rimborso (su richiesta) per i contribuenti che hanno pagato per errore, confusi dai continui cambi di regole.











