HomeBlogRiciclo creativoIsola di plastica, storia annunciata di un disastro ambientale

Isola di plastica, storia annunciata di un disastro ambientale

posizione_geografica_isola_di _plastica_0 (1)Oltre 21 mila tonnellate di microplastica in un’area di qualche milione di chilometro quadrato, oltre un milione di oggetti,  principalmente materiali plastici gettati o persi da navi in transito o scaricati in mare dalle coste del Nord America e dall’Asia hanno dato vita all’isola di plastica collocata  nei mari del Pacifico al sud di Giappone e Hawaii.  Un’immensa massa di spazzatura che vaga nell’Oceano Pacifico.

L’accumulo si è formato a partire dagli anni cinquanta, a causa dell’azione della corrente oceanica chiamata Vortice Subtropicale del Nord Pacifico.

isola_di_plastica_1Questo particolare movimento a spirale in senso orario, permette ai rifiuti galleggianti di aggregarsi fra di loro formando un tappeto di spazzatura presente nei primi strati della superficie oceanica.

 

Questo accumulo viene informalmente chiamato con diversi nomi, tra cui Isola orientale di Immondizia o Vortice di Pattume del Pacifico.

Nel frattempo, anche i residui dei rifiuti plastici si disintegrano lentamente, rilasciando in acqua polimeri molto simili a quelli che formano il plancton. Così, molti animali marini muoiono per aver ingerito plastica, che entra nella catena alimenta. Contaminando l’ambiente marino e minacciando la biodiversità dell’intero ecosistema.

Una chiazza di detriti galleggianti simile, con densità comparabili, è presente anche nell’Oceano Atlantico (chiamata “North Atlantic garbage patch”).

La società usa e getta diventa parte della biologia dell’Oceano, produciamo troppi rifiuti e, quando li buttiamo, non pensiamo a quali possono essere le  conseguenze. Stiamo continuando ad immettere nell’ambiente cose che non si degradano e sono causa di molte malattie.

Ma possiamo cambiare?

Quanto sono cambiate le nostre abitudini? Negli anni ’20 – ’40 si faceva la raccolta differenziata?

Assolutamente no, non ce n’era neanche la necessità, i prodotti alimentari per una buona parte erano in vendita sfusi e posti nei sacchetti di carta.

Si riutilizzava la carta per accendere il fuoco del camino, i pannolini per i neonati erano in tessuto, il latte era venduto in bottiglie di vetro,  a scuola per merenda si portava  della frutta o un pezzo di torta fatta in casa.

Il detersivo era principalmente uno, il sapone di Marsiglia, mentre  il detersivo in polvere appare a fine della seconda guerra mondiale, l’azienda leader era la Mira Lanza che a fine anni ’40 inizia ad inserire i detersivi sintetici per via della carenza della materia prima, erano in confezione di cartone.

Poi è arrivato il periodo dell’usa e getta e sono iniziati i guai ambientali, il latte e i succhi di frutta in contenitori  PET, piatti, bicchieri e posate di Polistirolo, polipropilene e PET, la confezione delle merendine è in plastica, i contenitori dei detersivi e le bottiglie dell’acqua minerale ancora PET e potremmo continuare all’infinito.

Ci voglioni settanta milioni di anni per avere  una goccia di petrolio in natura, mentre un piatto o un bicchiere viene utilizzato per pochi minuti.

Il nostro pianeta è in pericolo ed ognuno di noi può fare la sua parte a partire dalla propria abitazione. Purtroppo il nostro benessere, la comodità dell’usa e getta ci ha portato al disastro ambientale e ne paghiamo gravi conseguenze!!!

Banner donazioni

Telegram PugliaIn

Per seguire in tempo reale tutte le news iscriviti gratuitamente al nostro canale Telegram

Ultimi Articoli

spot_img
spot_img