Jihad, Al Qaeda, Isis. Si tratta di termini, purtroppo, entrati nel vocabolario quotidiano di cittadini e mass – media, negli ultimi decenni. Il fondamentalismo di matrice islamica continua a lasciare dietro di sé una lunga scia di sangue che ha, notevolmente, inciso sulla sicurezza e sulla vita di ogni giorno del mondo Occidentale. A prescindere da sigle e denominazioni, in molti casi usate in maniera errata, non sempre è agevole comprendere quale sia il “nemico” che ci si trova di fronte, in una vera e propria guerra che si sta combattendo in maniera non convenzionale.
Qual è la differenza tra Al Qaeda, la creatura fondamentalista di Osama Bin Laden, e l’Isis con le sue barbarie? E’ soltanto una delle tante domande a cui risponde il libro “Il sangue del Jihad” di Nicola Lofoco, edito da Les Flaneurs, con la prefazione di Foad Aodi e la presentazione di Salvo Ando’.
L’autore delinea, innanzitutto, il vero senso della parola “jihad”, troppo spesso strumentalizzata dagli stessi terroristi per raggiungere i loro scopi criminali ma anche utilizzata in modo inappropriato dallo stesso mondo occidentale.
In maniera puntuale e dettagliata, il volume ricostruisce, quindi, la storia di Al Qaeda e dell’Isis, le due organizzazioni che stanno mettendo a ferro e fuoco, ormai da tempo, l’intero Medio Oriente, tra lotte intestine e scissioni interne.
Il saggio di Lofoco si rivolge a tutti coloro che intendano approfondire una tematica di scottante attualità, spesso affrontata in maniera poco approfondita e piuttosto superficiale. Perché per trovare soluzioni bisogna prima necessariamente comprendere.











