Indubbiamente la casa editrice “Laterza” si può ascrivere nella lista delle eccellenze della nostra città, sia per la qualità delle sue pubblicazioni sia per l’alto livello imprenditoriale raggiunto sul territorio nazionale. Quest’anno spegne 120 candeline come casa editrice: quale occasione migliore della “Biennale dei Racconti d’Impresa” per celebrare l’evento? Dopo aver ospitato per tre giorni incontri con imprenditori pugliesi, il giorno 5 è stata inaugurata una mostra dedicata, dal titolo “Constanter et non trepide”, nel palazzo ex Poste.
La Libreria Laterza non è e non è stata un semplice luogo di rivendita e distribuzione libri, ma ha rivestito un importante ruolo nella vita sociale di Bari: se negli anni ’30 è stato punto d’incontro di intellettuali, nel dopoguerra ha continuato a svolgere una funzione culturale di primo piano. Nel suo ambiente sono passati personaggi di spessore, da Benedetto Croce a Pasolini, da Eduardo a Guttuso, da Carmelo Bene a Dario Fo, da Leonardo Sciascia a Corrado Alvaro.
La mostra, che rimarrà aperta fino al 20 novembre tutti i giorni alle 9 alle 19, si articola in 11 postazioni tematiche dotate di pannelli che raccontano la storia della “Libreria” con libri e foto. E di storia si è parlato nel corso della inaugurazione con la dr.ssa Annastella Carrino e l’editore Alessandro Laterza. E’ stata una narrazione in alcuni punti circostanziata e approfondita, che per sommi capi vale la pena di riproporre.
La prima sede venne aperta a Putignano nel 1896 da Giovanni Laterza con la moglie Agostina: sull’insegna era scritto “Gius Laterza & figli” ed era solo una cartolibreria. Per un breve periodo si trasferì a Taranto e poi nel 1889 Vito, uno dei figli (erano 5 maschi) aprì la sede a Bari. Nel 1901 nacque la casa editrice. Giovanni voleva mettersi al servizio di autori pugliesi, ma l’incontro con Benedetto Croce cambiò le cose: il filosofo suggerì di non pubblicare romanzi e letteratura amena ma di rivolgere l’attenzione esclusivamente ad opere di saggistica, cultura, politica, arte, storia, filosofia. Da allora la Libreria diventò un punto reale di riferimento per gli intellettuali. Questa linea editoriale è rimasta l’unica, e dura ancora oggi.
Nella Libreria/casa editrice lavorarono tutti i cinque figli maschi di Giuseppe Laterza: Vito divenne titolare, Pasquale e Francesco si occuparono della vendita, Luigi della tipografia, Giovanni dell’editoria. In tal modo furono i sentimenti e i rapporti familiari a dominare più che quelli economici. E questo è un valore che sicuramente fece la differenza rispetto ad altre case editrici dell’epoca.
Nel corso degli anni numerose sono le collane che andarono ad occupare posti negli scaffali: citiamo i “Saggi tascabili”, i “Libri intervista” sui temi di attualità e politica, la ”Biblioteca Universale Laterza” per storia e filosofia, l’”Economica Laterza”
Nel 1963 venne inaugurata la sede in via Sparano e la Libreria diventò Società per Azioni; nel 1972 fu spostata a Roma la sede legale. Nel 2006 cambiò l’immagine dei locali del negozio, con un allestimento innovativo, mentre nel 2012 la sede tornò al suo ingresso in via Dante.
Oggi la Libreria ha naturalmente assunto tutte le caratteristiche dell’editoria digitale da affiancare alla produzione cartacea, e l’impresa si conferma con sicurezza un fiore all’occhiello della cittadinanza intera.
Vista la rilevanza della ricorrenza ci si aspettavano più luci e colori, senza nulla togliere ai toni di autorevolezza che da sempre spettano alla cultura. Comportamenti seriosi e gravi, nei toni come negli atteggiamenti, appartengono al passato.











