Ne avevamo scritto recentemente. Oggi i fatti accaduti ci costringono a riparlarvene, cari lettori.
Riassumiamo per chi non avesse seguito le precedenti puntate: i cani del Comune di Bari, o quanto meno quelli affidati alle cure dell’Aca Onlus, sono e continuano ad essere a gravissimo rischio. Con un’ordinanza del Sindaco Emiliano, fu consentito all’Aca di insediarsi nel canile municipale di Via dei Fiordalisi. La struttura, costruita dall’Asi di Bari, per la quale il Comune corrisponde 400mila euro all’anno (per dieci anni, dopo di che sarà riscattata), è concepita, quanto al progetto stupendamente, ma realizzata in maniera pessima.
Gabbie davvero spaziose. Ho fatto per hobby, l’allevatore di cani. Non ho mai visto un allevamento con gabbie così ampie. Se non fai in tempo a portare il cane nello sguinzagliatoio, spazio per il movimento gli è comunque assicurato. Le gabbie sono, però, coperte solo in minima parte, e solo la parte coperta è pavimentata in cemento e quindi lavabile. Il resto è in polvere di pietra. Col tempo è divenuta una massicciata impermeabile. Quanto piove diventa un acquitrinio melmoso, reso infetto dagli escrementi degli stessi animali ospiti. Situazione aggravata dalla mancanza sia di pendenza verso l’esterno, sia di griglie e canali di raccolta e scolo delle acque. Indecente, insano, pericoloso per l’ambiente, deleterio per la salute degli animali, molti dei quali afflitti ormai da gravi forme di malattie della pelle.
Come potrebbe essere diversamente, dal momento che, ogni volta che piove, le povere bestie hanno la gabbia trasformata in piscina satura di escrementi? Per non parlare delle buche profonde pericolose per gli animali e per gli addetti alle pulizie. Inutili, finora, le segnalazioni prima, e le proteste dopo dell’Aca. Andato deserto la settimana scorsa, l’invito al Sindaco (abbiamo, infatti titolato “sindaco latitante”), dopo la diffida al Comune dell’avv. Giuseppe Dalfino nell’interesse della stessa Aca, il diffidato ha convocato un incontro per sopralluogo al canile comunale. Una sorta di conferenza di servizi, visti i destinatari (Ripartizione Infrastrutture, Randagismo, Polizia Municipale Settore Polizia giudiziaria, Sevizi Veterinari Sanità Animale e Igiene degli Allevamenti, oltre al dr. Marco Terlizzi e, dulcis in fundo, ma in realtà prima destinataria Anna Colasante Dalfino).
Prima cosa strana: i servizi veterinari della Asl non si presentano, né motivano l’assenza. Eppure si tratta di una situazione di rischio grave ed imminente. Non sono presenti neanche Polizia giudiziaria dei VV.UU. e i loro colleghi preposti alla verifica delle situazioni igieniche e delle agibilità delle strutture. Per la ripartizione Ambiente è presente la funzionaria comunale Serafina Cinzia Musano, che fin dall’inizio mostra di gradire poco la presenza di colleghi delle tv locali, rasserenata solo dall’apprendere che le stesse erano state “invitate” dall’assessore Petruzzelli. E’ presente la ripartizione infrastrutture, così come la Polizia municipale nella persona del capitano Pistone, a mio giudizio, l’unico che ha mostrato di nutrire qualche preoccupazione per la salute dei cani. Il più indifferente, il veterinario incaricato dal Comune, dr. Terlizzi. Qui si apre una necessaria parentesi. Vorremmo lumi dal Comune circa la natura del suo incarico. Se ho ben capito, si limita a controllare, mensilmente, che siano in vita, tramite rilevazione dei loro microcip, i cani per cui il comune paga la retta giornaliera di € 1,06. Detta cifra è fissata unilateralmente dallo stesso Comune, con determinazione dirigenziale, procedura evidentemente poco trasparente. Scusa Decaro, visto che hai un fratello veterinario, bravo e preparato, atteso che insegna alla facoltà di veterinaria della nostra Università, e che, dunque, te lo può spiegare, l’incarico ad un veterinario privato, perché? Non bastava un vigile urbano? Occorreva conferire un incarico a pagamento ad un professionista per fare cose che non gli competono? I rilevatori di microcips che li avete dati a fare in dotazione ai VV.UU? Giusto per fare un altro appaltino, per sprecare un poco di soldini dei contribuenti?
Scusate, non ho nulla contro il dottor Terlizzi, ma mi fa specie che le condizioni igieniche precarie e le piaghe sulla cute degli animali gli siano sfuggite, tant’è che non risultano sue segnalazioni in proposito al suo committente, il Comune di Bari, proprietario tra l’altro dei cani.
Un momento di tensione si è verificato allorchè il socio Aca Vincenzo Madetti, efficacemente battagliero, ha chiesto la presenza dei vigili dei servizi sanitari e annonari. In mancanza avrebbe chiamato i Nas. Il Capitano Pistone ha convocato i colleghi, ma non si sono visti.
A sopralluogo ultimato, compresa la dolorosa visita al canile sanitario, quella parte cioè della struttura riservata agli animali ricoverati, è arrivato l’assessore Petruzzelli.
Non so, se non ha capito il problema, o peggio, pur avendolo capito se ne preoccupa poco. Dice di aver compreso che occorre assicurare il deflusso delle acque piovane, nonché quelle frutto del quotidiano lavaggio delle gabbie, sia rifacendo pendenze, che predisponendo grate e canali di deflusso e scolo. Mostra di non condividere l’idea di Decaro di rifare la pavimentazione interamente con pietre di fiume, ma vorrebbe una parte in terriccio su strati di ghiaia di diverso spessore. Il tutto, però, da fare dopo che sarà completato l’iter di acquisizione della struttura, ancor oggi dell’Asi, da parte del Comune. D’accordo, assessore, sistemiamo la parte burocratica, “è cosa buona e giusta”, ma le dermatiti, gli eczemi, le piaghe purulente possono aspettare la burocrazia? Non comprendete né lei, né il Sindaco, che in ultima analisi è il vero responsabile per legge della salute degli animali, che si tratta di una situazione emergenziale che richiede provvedimenti urgenti ed indifferibili?
Non mi è piaciuta, e non glielo sto mandando a dire, una frase rivolta alla Dalfino: “Se non siete in grado di accudire gli animali, possiamo affidarli alle altre associazioni”. Glielo detto ieri a voce, lo ripeto ora nell’articolo: suona ricattatoria, del genere “o vi state zitti e buoni, o….”. Ci siamo chiariti ieri, prendo atto che è stata solo un’espressione infelice, non intendeva dire quello. Spero che il futuro lo confermi, io vigilerò. Visto che parliamo di cani, ricordo che i giornalisti sono o dovrebbero essere i mastini della democrazia. Assessore, vada a guardarli quei cani gestiti dall’Aca. Malattie cutanee a parte, sono tutti ben nutriti e curati. Non ne ho mai visto tanti in buona salute e così ben tenuti, neanche nelle pensioni dove i padroni pagano fior di soldi per farli ospitare. Non parlo delle cose che non ho visto. Mi riservo, se lo vorranno i titolari, di visitare le altre strutture. A me assessore, funzionano occhi, orecchi e cervello, ringraziando Dio, non concludo che stanno bene solo perché lo asserisce la Asl, sono aristotelico-tomistico; traduco: “se non vedo non credo”.
Assessore Petruzzelli, dica al suo Sindaco Decaro, che si deve dare una mossa e mantenere, meglio tardi che mai, gli impegni assunti in campagna elettorale.
Caro Antonio, permettimi di rivolgerti a Te direttamente: in questa brutta sceneggiata c’è iddu, iedda e o malament. Iddu è Raul, un bellissimo e dolcissimo Rottweiler, ammalato di lesmaniosi e claudicante a causa di un’artrite devastante. Iedda è Anna Dalfino, che lo cura amorevolmente, ma quando piove non può far nulla, e o malament indovina chi è? Sei Tu, che puoi risolvere e non lo fai. Se te lo dice Gigi D’Alessio lo aggiusti il Tuo canile?
Sai Decaro, in questa storia emergono, e fosse l’unica, strani comportamenti del comune, al limite degli abusi e dei soprusi, misti a minacce velate, insinuazioni sgradevoli. Prova a fare la rivoluzione al comune: si chiama pretendere un minimo di legalità. Non è legale trattenere ottocento euro al mese dall’Aca per fitto di una struttura, in cui l’Aca ospita i vostri cani, non quelli di privati paganti; non siete neanche proprietari, come ha chiarito Petruzzelli, allora a che titolo trattenete quei soldi dagli esigui euro 1,06 a cane pro die? L’Aca ne gestisce 130 circa dei vostri, quindi percepirebbe 130 euro circa, ma ve ne prendete illecitamente 26,37 al dì, per l’Aca rimangono euro 0,80 pro die a cane. Mi dice Petruzzelli che non è un fitto, come leggo nelle “carte” del Comune, la trattenuta serve ad equiparare l’Aca agli altri enti animalisti, che non sono ospitati in strutture comunali. Giusto Assessore, in Italia, specie al sud, livellare sempre al basso, mai verso l’altro per carità.
Due considerazioni finali. Prima. Signori Presidenti, signori Soci delle Associazioni animaliste, siete persone meravigliose e vi ammiro tutti per quel che fate. Senza di Voi, la Città sarebbe invasa da orde di branchi pericolosi, famelici aggressivi. Dovremmo abbatterli e saremmo allora solo dei barbari, già tanto civili non siamo. Dimenticate, amici animalisti, per un attimo di essere baresi e, perciò, levantini. Il Comune “divide ed impera”. Basta farvi la guerra, alla fine siete tutti perdenti. Unitevi e otterrete dal Comune un trattamento giusto, onesto e soprattutto dignitoso per Voi e per i cani affidati a Voi.
Seconda. Questa Città non sarà grande e non diventerà civile perché a Capodanno ci sarà la diretta televisiva. Lo sarà quando imparerà a rispettare ed essere solidale con chi, come Anna Dalfino, da l’anima ed anche buona parte della sua pensione per renderla migliore e vivibile. Basta, baresi, non sono fatti suoi, sono fatti vostri. E’ per Voi, che Lei lotta, come tanti altri in differenti campi, tutti utili ed essenziali. Senza di loro saremmo ancor più barbari, sì perché i morti ammazzati non possiamo far finta che non ci siano, voltarci dall’altra parte. Chi lavora per Voi e pure gratis, quando non rimettendoci di tasca propria, come Anna, merita il Vostro rispetto, miei cari concittadini, il Vostro affetto, la Vostra solidarietà. Ho scritto Vostra e non nostra, perché la mia, come Vi ho appena dimostrato, Anna ce l’ha tutta, così come tutti quelli che amano Bari e vengono sfruttati da questa città, che invece sembra amare i suoi sfruttatori. A chi somiglia? Non voglio dirlo, lo capite benissimo da Voi.











