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La musica intergalattica degli Eternauti

La giusta distanza è il compromesso migliore per guardare tutto con occhi distaccati e farsi un’idea obiettiva di ciò che, altrimenti, ci vede troppo coinvolti. Che sia un amore, il lavoro, lo spirito di una comunità o le disgrazie di un Paese intero, nulla è più salubre di allontanarsene un po’ e guardarlo nel suo insieme.

Gli Eternauti, rock band barese “vecchio stile” chitarra-basso-batteria, hanno deciso di lasciare il pianeta, oltrepassare gli strati più rarefatti dell’esosfera e guardaci da lassù, con la consapevolezza che non siamo altro che un puntino nel cosmo. E poi, saltare al forsennato ritmo della sezione ritmica del trio è certamente più semplice in assenza di gravità.

“L’Eternauta è il nome di un fumetto argentino molto famoso, disegnato da Francisco Solano López e incredibilmente premonitore – racconta Dario Bissanti, voce degli Eternauti – Gli alieni che appaiono nel fumetto catturavano gli umani e li tenevano prigionieri nello stadio di Buenos Aires, esattamente come fecero qualche anno dopo i dittatori in Argentina”.

Poetica dallo spazio. In scena dal 2009, dopo gli esordi “terrestri” con i primi concerti e demo, gli Eternauti hanno ormai “imboccato una strada intergalattica – come spiega Dario – I testi sono quasi sempre di fantascienza, legali allo spazio e alle altre dimensioni”.

Dietro questa consapevole scelta tematica non si nasconde una fuga dalla realtà in direzione sogno. “Tutt’altro. Saliamo oltre l’atmosfera per avere un punto di vista globale e utilizzare pensiero critico con molta più lucidità – rivela Dario, che aggiunge –  Concentrarci solo sulla nostra piccola terra non ha senso, non siamo altro che un puntino disperso in qualcosa di leggermente più grande e –  sorride – ovviamente non siamo soli”.

Le parole sono “protesi inutili”. A giugno è prevista l’uscita del terzo lavoro degli Eternauti. In questi mesi, alcuni dei nuovi pezzi stanno affrontando gli ultimi test drive dal vivo prima dell’incisione. Fra le novità spicca Maradona, pezzo che attualmente apre i concerti della band, in cui Dario sottolinea la sua teoria sull’inutilità delle (troppe) parole. “Spesso le parole non servono a niente, credo che se ne faccia un uso spropositato”.

Per questo, guai a cercare nei testi del gruppo, fra le righe, un esplicito significato univoco. “Non dobbiamo sopravvalutare le canzoni – prosegue il cantante – Il loro testo è solo un punto di partenza, ognuno può dare il proprio significato. A volte . racconta . i testi li costruisco volutamente ambigui, in maniera tale che ogni singola frase possa avere 2-3 diverse ipotesi di significato”.

La passione per i Police. Ogni bravo passeggiatore dello spazio deve affrontare un periodo di training sulla luna. Nel panorama della musica, nessuno ha saputo camminare sulla luna come i Police. Non a caso gli Eternauti propongono sul palco la loro rilettura di Walking on the moon, classico della band composta da Sting, Andy Summers e Stewart Copeland.

“I Police sono un nostro grande riferimento – ammette Dario – Sono leggeri, ballabili ma anche molto intensi ballabili. Secondo me sono anche molto galattici – scherza il cantante – Nei loro pezzi c’è un’atmosfera rarefatta, un’assenza di gravità che li rende inconfondibili”.

Crowdfunding. Per i gruppi indipendenti è sempre più costoso costruirsi spazio e visibilità. Calcare palchi amici o accontentarsi di pochi spiccioli per un’esibizione può mettere a dura prova la passione, sino a pregiudicare la sopravvivenza stessa delle band.

Gli Eternauti sono stati i primi in Puglia a sperimentare, con successo, la formula del crowdfunding applicata alla produzione musicale. “Funziona – afferma Dario – Quando abbiamo realizzato il nostro secondo lavoro, abbiamo raccolto quasi il doppio di quello che c’eravamo prefissati”. I vantaggi non sono solo economici. “Abbiamo venduto in prevendita 60 copie dell’album e stretto contatti con persone che prima non ci conoscevano. Una bella esperienza che consiglio”.

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Lino Castrovilli
Lino Castrovilli
Laureato in Scienze della comunicazione, vive una condizione mentale-lavorativa a suo dire schizofrenica: cerca con insistenza di unire in un’unica professionalità il suo amore per il web e la scrittura. Ama la Puglia e per questo, nonostante le difficoltà ha deciso di restare qui.

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