HomeEconomia & SviluppoLa resilienza oltre la resistenza. Spunti dal primo TEDx Bari

La resilienza oltre la resistenza. Spunti dal primo TEDx Bari

Un tavolo, un panno verde, una nube di fumo. Quattro giocatori concentrati sulle cinque carte che il fato ha messo nelle loro mani. Inizia il giro decisivo: il primo abbandona, un punteggio troppo basso; il secondo, sicuro, punta una cifra abbastanza consistente da gettare all’aria tavolo e giocatori; il terzo, spaventato, segue le sorti del primo; cosa può fare il quarto? Può lasciare che il colpo assestato dal secondo giocatore decreti la fine della partita, oppure reagire all’affronto e – forte magare del proprio punteggio – rilanciare a sua volta. E magari vincere.

Ecco, la resilienza raccontata nella prima edizione barese del TEDx rimanda alla capacità di saper rilanciare sempre la propria azione, come se attacchi, traumi o shock potessero aiutarci a spingerci verso ciò che non conosciamo o neppure immaginiamo.

Guai però a catalogare la resilienza come una proprietà dello spirito esclusivamente positiva. Un approccio resiliente può ispirare storie positive, di rinascita, o addirittura negative, quasi reazionarie.

La giornata. Il Teatro Margherita ha ospitato quattro sessioni per un totale di 17  interventi, ciascuno dei quali racchiuso nei 18 minuti classici del format TEDx, introdotti dal padrone di casa, il direttore artistico della manifestazione Nicola Curzio. I temi del viaggio, del lato oscuro, del Sud e delle donne sono gli ambiti entro cui scandagliare i tratti distintivi della parola chiave della giornata.

C’è la storia di Mohamed Keita, che ha trovato nella fotografia la strada per dare valore alla propria esperienza di profugo e migrante, fatta di solitudine e isolamento nel lungo viaggio che, per deserto e mare, lo ha condotto dalla sua terra natia all’Italia.

C’è la testimonianza di Aldo Pecora, giornalista e fondatore dell’Associazione Ammazzateci tutti, che svela il lato oscuro della resilienza: colpe, onore e famiglia sono i semi che permettono a tutte le forme di criminalità organizzata di germogliare e, ancor peggio, mettere radici fra le sterpaglie del mondo degli onesti.

C’è il Sud “parte del tutto”, come racconta lo scrittore Nicola Lagioia, la cartina al tornasole delle défaillance del sistema Italia, Europa, Mondo. Ciò nonostante un Sud che sa innovare a partire dalle proprie radici e tradizioni nonostante sia “la periferia della periferia”, come racconta l’imprenditore calabrese Emilio Leo, che ha trasformato l’azienda tessile di famiglia in un laboratorio di sperimentazione ed ibridazione perpetua, fra tecnologie e forme arcaiche di produzione.

Ci sono le donne, afflitte dalla notte dei tempi dalla difficoltà d’accesso alle posizioni apicali. Come le donne di Teheran, sapientemente descritte dalla penna di Farian Sabahi, in grado di contrastare le ristrettezze delle leggi della Repubblica islamica con un intreccio di “dissimulazione ed estetica della sovversione”, conquistare vitali boccate d’ossigeno e trarre energie nascoste per superare, in meglio, una condizione asfissiante.

Resilienza, quindi, come tema centrale di un mondo dove spesso sono le crisi a generare un nuovo ordine delle cose. Saggio dev’essere l’approccio alla “confusione”, ispiratrice di spinte creative per superare la nuttata ma anche suggeritrice occulta di “passi del gambero” socio-antropologici e tentazioni autoritarie di ogni genere e forma.

Banner donazioni

Telegram PugliaIn

Per seguire in tempo reale tutte le news iscriviti gratuitamente al nostro canale Telegram

Lino Castrovilli
Lino Castrovilli
Laureato in Scienze della comunicazione, vive una condizione mentale-lavorativa a suo dire schizofrenica: cerca con insistenza di unire in un’unica professionalità il suo amore per il web e la scrittura. Ama la Puglia e per questo, nonostante le difficoltà ha deciso di restare qui.

Ultimi Articoli

spot_img
spot_img