HomePoliticaLa Sanità jonica? Per Aldo Pugliese "è con l'acqua alla gola"

La Sanità jonica? Per Aldo Pugliese “è con l’acqua alla gola”

“La provincia di Taranto ha il rapporto posti-letto/abitanti più basso della regione, forse addirittura il più basso d’Italia. Non lo diciamo noi, i numeri sono inequivocabili: a fronte di oltre 500mila residenti, infatti, compresa la sanità privata, siamo a 2.7, che diventa l’1.7 considerando solo quella pubblica. Inoltre, il dato regionale di riferimento è 3.4 (comunque al di sotto di quello nazionale, 3.7), pertanto se in Puglia si applicasse un parametro unico, solo a Taranto mancherebbero 600 posti letto. Inconcepibile, se si considera anche che i tagli effettuati dal piano di riordino, la chiusura di interi reparti e di punti di primo intervento, hanno ulteriormente peggiorato la situazione. Eppure, nonostante le statistiche non mentano e parlino di una necessità impellente di aumentare i posti letto (e il personale, che conta con un deficit di quasi 2000 unità) nel territorio ionico, la Regione Puglia continua a pubblicare quotidianamente capitoli di un libro dei sogni al quale, probabilmente, non crede neanche lei”.

Sono le dichiarazioni di Aldo Pugliese, Segretario generale della UIL di Puglia.

“Il tanto propagandato ospedale San Cataldo – attacca – che doveva essere la panacea di tutti i mali, l’ospedale del futuro, è ancora all’anno zero, imbrigliato tra ricorsi e contro ricorsi, senza alcuna traccia di un progetto esecutivo. Insomma, una presa in giro bella e buona, un nosocomio solo sulla carta che, considerando gli anni persi per l’iter preliminare, vedrà la luce, nella migliore delle ipotesi, dopo dieci anni. Il territorio tarantino non può certo attendere un decennio, le emergenze sono sotto gli occhi di tutti e hanno bisogno di risposte immediate”.

La proposta della UIL regionale è nota: “Continuiamo a non capire perché non si investano quei fondi in un progetto più facilmente attuabile, soprattutto in tempi accettabili, come l’ampliamento dell’ospedale Moscati, che invece avrebbe tutte le condizioni, strutturali e logistiche, per diventare nel medio periodo un polo d’eccellenza al servizio dei cittadini tarantini e della sanità pugliese in generale”.

A proposito del Moscati, Pugliese ritiene che “il tanto strombazzato annuncio del polo oncologico è solo l’ennesimo spot elettorale. Il nuovo centro, infatti, se e quando verrà davvero realizzato, non avrà l’Irccs e non sarà autonomo, ma dipenderà in tutto e per tutto da Bari. Così come è ingannevole e vergognosa l’inaugurazione di oncologia pediatrica, avvenuta qualche giorno fa: è noto a tutti, infatti, che il reparto, che peraltro conterà con posti letto che si possono contare sulle dita di una mano, è stato realizzato con i fondi (circa 430mila euro) rivenienti dalla vendita di magliette nell’ambito di una campagna che ha visto la collaborazione con una nota giornalista di un programma Mediaset. Quindi, il nuovo reparto sarà a termine, legato all’esaurimento delle risorse raccolte, considerato che ad oggi non esiste alcuna delibera regionale che stabilizzi l’attività dello stesso. Ancora un bluff? Le carte dicono questo… ci auguriamo di essere smentiti”.

“Lo stato drammatico della sanità tarantina – conclude Pugliese – ha un solo, grande responsabile: la Regione Puglia, che ha il coraggio di denunciare ogni due per tre gli effetti delle emissioni industriali sulla bistratta salute dei cittadini, salvo poi non fare nulla, in termini di prevenzione e risoluzione del problema, passando con l’accetta sulle ceneri di una sanità ionica sempre più con l’acqua alla gola”.

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Redazione
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