Si era parlato di appendicite. Il comunicato stampa che informava l’imminente operazione cui doveva sottoporsi il capitano del Lecce, Marco Mancosu, aveva annunciato tutt’altro tipo di operazione. In realtà, oggi, è lo stesso capitano, su Instagram, a prendere la parola per comunicare a tutto il popolo giallorosso e a tutta Italia che è stato operato perché aveva un tumore.
E dopo pochi secondi tutto si è fermato. Come in una bolla d’aria, ogni cosa è stata rimessa al suo posto. La delusione per la sconfitta, probabilmente, decisiva contro il Monza ha lasciato lo spazio all’amore e all’affetto dei salentini verso un calciatore orgogliosamente sardo ma anima indiscussa di questo Lecce. Un figlio adottivo che ha dimostrato negli anni professionalità e attaccamento ai colori giallorossi oltre che qualità e valore.
Non solo il popolo giallorosso ha sostenuto Mancosu, ma tutta Italia ha dimostrato sensibilità e vicinanza al capitano dal momento che la notizia è rimbalzata presto su tutti i giornali e la stessa Lega della Serie B ha dimostrato tutto il suo affetto per il capitano giallorosso.
L’operazione è avvenuta il 26 marzo, dichiara Mancosu, rientrato in campo ieri contro il Monza, col parere favorevole dei medici. “Ho visto un mondo che non avrei mai pensato di conoscere, ho visto il terrore negli occhi delle persone che amo, ho visto il terrore e la preoccupazione di mia moglie che per lo stesso motivo ha perso il padre quest’estate, ho avuto la paura di non poter crescere mia figlia” scrive Mancosu facendo commuovere i tifosi leccesi da subito. “Ho fatto esami nei migliori centri italiani” continua, dichiarando di aver conosciuto gente di cui poi non ha saputo più nulla, di aver visto in faccia la realtà e l’uguaglianza di ceto sociale e stabilità economica di fronte alla malattia. L’imprevedibilità della vita con cui tutti dobbiamo fare i conti.
“I medici mi hanno detto che la mia stagione era finita e che dovevo pensare all’anno prossimo, dopo due settimane ero in campo a correre” scrive Mancosu dimostra il perfetto binomia tra il calcio e la sua vita e il fatto che comunque lo sport e gli stimoli ti possono aiutare. “Dopo un mese arei dovuto tornare a Milano per sapere se dovessi fare la chemio o meno, non ci sono ancora andato perché voglio fare la cosa che amo di più al mondo, giocare a calcio, poi si vedrà a fine campionato. Io ho già vinto” continua comunicando la sua intenzione di mettere da parte i controlli per terminare la stagione in corso.
Mancosu continua sottolineando l’importanza del coraggio che è stato utile per affrontare la malattia e le avversità della vita. Si è preso la responsabilità, come in campo così nella vita. Tutto passa in secondo piano, di fronte ad una battaglia del genere. E con la mente torna all’episodio di domenica del gol facile sbagliato o a qualche rigore tirato alto. Tutte situazioni di gioco che comunque succedono solo provandoci e assumendosi la responsabilità e accettando il responso del campo.
Il capitano chiede virtualmente scusa a tutti per non aver spiegato i veri motivi dello stop, ma preferiva vivere in riservatezza con le persone a lui care, e non si sentiva pronto per parlarne esplicitamente. Come adesso fa ricevendo la solidarietà e la vicinanza da tutti. Dagli ex Tabanelli a Filippo Falco, ai calciatori arrivati da poco a Lecce, è un susseguirsi di incoraggiamenti e pacche sulla spalla.
Poco più tardi ha preso la parola anche il Lecce per annunciare il sostegno al capitano, i cui valori rispecchiano perfettamente quelli della società giallorossa. Anche il club chiede scusa per la piccola bugia, e ci tiene a sottolineare che si sia agito come in una famiglia per proteggere chi in quel momento era in difficoltà.
La foto è comparsa sul profilo fb della Lega di Serie B.











