Bizzarro vero? Chi direbbe no ad un reddito garantito? Di primo acchito, a furor di popolo, chiunque si spellerebbe le mani dagli applausi per questa proposta. Eppure la Svizzera, chiamata a votare sul tema con un Referendum, ha respinto a gran voce tale possibilità. Questi 2.500 franchi al mese per tutti i cittadini residenti, che equivarrebbero a 2.250 euro, sarebbero stati percepiti incondizionatamente per tutta la vita.
Per i minorenni 625 franchi (560 euro) e per chi, lavorando percepisce un reddito inferiore, pronta una integrazione al salario.
I partiti presenti in Parlamento sono stati quasi per la totalità contrari, dalla destra sino alla sinistra (dove però sparuti appoggi di deputati non sono mancati).
C’è da dire che il reddito medio in Svizzera si attesta sui 6.500 franchi mensili, ovvero quasi seimila euro nostrani. Però di sicuro una tale proposta sarebbe stata di disincentivo al lavoro, anche perché il costo stimato in 25 miliardi di franchi annui, sarebbe ricaduto sulle fasce più produttive della società. Come disse la Thatcher: “Il problema del socialismo è che prima o poi i soldi degli altri finiscono.”
E in effetti secondo un sondaggio ben il 10% della popolazione, se fosse stato introdotto questo reddito perpetuo, avrebbe smesso di lavorare. Un disincentivo bello e buono alla competizione, al progresso, alla produttività del Paese.
Oltre al fatto, da non sottovalutare, che se prima si attiravano migranti in cerca di lavoro, così facendo si attirerebbe il turismo del welfare, chi cerca di entrare a tutti i costi in una Nazione dove il sociale ti culla e adotta.
Una grande prova di intelligenza il voto svizzero, specie dopo anni di crisi, con la scomparsa di molte professioni a causa del progresso tecnologico. Probabilmente, è più importante tornare a produrre anziché gettare denaro a pioggia dagli elicotteri.











