HomeCulturaArteLadies&Gentlemen: Andy Warhol e Maria Mulas

Ladies&Gentlemen: Andy Warhol e Maria Mulas [Gallery]

Sarà una galleria di stelle, una parata di dive e di personaggi famosi quella che dal 25 giugno al 20 novembre 2016 occuperà gli ambienti del Castello Carlo V di Lecce, complesso monumentale che ospiterà, nella mostra Andy Warhol – Ladies vs Gentleman e gli scatti di Maria Mulas, le opere di due artisti internazionali, il grande – forse il massimo – esponente della Pop Art americana e la fotografa italiana, attenta e raffinata ritrattista contemporanea.

La retrospettiva, a cura di SpiraleMilanoLorenzo Madaro, si compone di ben ottantaquattro lavori; il percorso espositivo, studiato per offrire un ampio approfondimento sulla vita e la carriera di Warhol, tra i fautori nella seconda metà del XX secolo di una nuova concezione artistica, autentico padre di tutti gli “artistar” contemporanei (veri o presunti), prende il via con le dieci serigrafie – affiancate da acetati, polaroid e opere su carta – create nel 1975 per il ciclo Ladies and Gentleman, che immortalano alcune delle drag queen afroamericane che si esibivano in quegli anni nel club newyorkese The Gilden Grape.

L’itinerario della mostra, promossa e organizzata con il patrocinio dell’Ufficio Cultura del Comune di Lecce, con la produzione della RTI Theutra, Oasimed e Novamusa, e il coordinamento negli allestimenti a cura di iArchitettura, prosegue poi con le sezioni dedicate ad altre celebrità maschili e femminili, dalle immancabili Marilyn Monroe e Liz Taylor, dive iconiche grazie anche ai lavori di Warhol, a Mao Zedong, dal gallerista Leo Castelli a Keith Haring.

Queste immagini, e il video Factory Diaries, che nel maggio del 1982 aveva documentato il viaggio di Warhol, Peter Wise e altri amici da New York a Cape Cod, vengono accompagnate e completate dalle fotografie di Maria Mulas, un’interessante serie di ritratti di Andy Warhol creata nel 1987, in occasione della sua ultima grande uscita pubblica, la presentazione a Milano del progetto L’ultima cena, celebre rivisitazione del capolavoro di Leonardo da Vinci nel refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie. Gli scatti, “opere uniche virate con cromie warholiane”, a un mese dalla prematura morte di uno dei più importanti maestri dell’arte del secondo Novecento, costituiscono di fatto un testamento visivo dell’uomo oltre che dell’artista, e vanno dunque considerati quali testimonianze di assoluto valore storico.

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