Natura e Arte, Ecologia e Architettura delle forme; questi i concetti-cardine alla base dei lavori che Christiane Löhr presenta in questi mesi alla Fondazione Pino Pascali di Polignano a Mare. Ispirate dal connubio tra la dimensione naturale, fragile e mutevole, e quella plastica, solo apparentemente eterea ma che trasmette in realtà una notevole forza espressiva, le sculture esposte fino al 29 gennaio 2017 nella mostra legata al Premio Pino Pascali (di cui l’artista tedesca si è aggiudicata la diciannovesima edizione), indicano la via, la vita e la storia della Löhr, artefice di raffinate costruzioni che, realizzate con materiali organici, restituiscono appieno le motivazioni di una ricerca ispirata dallo studio attento della Natura in tutte le sue componenti.
Le cupole, gli alveari, i cenci, i cuscini sono le manifestazioni tangibili di un suggestivo percorso artistico, di una vicenda personale che s’intreccia con le dinamiche del mondo vegetale e animale, osservate da Christiane Löhr con una spiccata sensibilità ecologista e con un profondo rispetto, che viene poi declinato in lavori “esili e fluttuanti”, ma pieni di energia vitale e capaci di infondere allo spazio che li ospita un “senso di bellezza e armonia”.
Corredata di un bel catalogo bilingue con i testi di Rosalba Branà, Dobrila Denegri, Antonio Frugis – membri della commissione del Premio – e di Viktor Misiano, la mostra della Löhr si completa con l’installazione sul roof garden della Fondazione di una scultura in bronzo, realizzata dall’artista tedesca per il progetto SAC Art Open Air; l’opera interagirà con lo spazio esterno e con le mutazioni climatiche, ammantandosi di strati organici e amalgamandosi con quella stessa Natura indagata e così tanto amata dalla scultrice.
[Le immagini della gallery sono state realizzate da Marino Colucci]











