HomeCulturaArteVisioni di un Mediterraneo alternativo di Filomeno e Gjergji

Visioni di un Mediterraneo alternativo di Filomeno e Gjergji [Gallery]

Attraverso maschere primitive e immagini contemporanee, giustapponendo un’indagine sulla tribalità africana e una diagnosi sui mali della società moderna, si muovono i due artisti di scena fino al prossimo 2 settembre 2016 presso la Fondazione Pino Pascali di Polignano a Mare.

Angelo Filomeno e Helidon Gjergji, l’uno pugliese e l’altro albanese ma entrambi residenti a New York, sono protagonisti di due mostre personali – curate rispettivamente da Antonio Frugis e da Santa Nastro – che delineano, con approcci assolutamente peculiari e risultati altrettanto diversi, un nuovo e originale Mediterraneo che si sostanzia da una parte nell’omaggio di Filomeno al Pino Pascali “africano”, in una serie di opere realizzate con la tecnica del ricamo su tessuti etnici con evidenti riferimenti al primitivismo e ai riti sciamanici, e dall’altra attraverso i lavori di Gjergji, un’indagine accurata e non priva di ironico cinismo, che emerge in particolare nelle installazioni e-mages e Seta di Damasco, intervento site-specific che pone al centro dell’attenzione il tragico destino dei profughi e delle vittime dei naufragi in mare, delle centinaia di vite stroncate nel tentativo di raggiungere le sponde italiane.

 

[Le due mostre sono state organizzate nell’ambito dell’articolato progetto culturale, mirante a instaurare “dialoghi d’arte” tra le due sponde del Mar Adriatico, promosso sistematicamente dalla Fondazione Pino Pascali, che ha concesso la courtesy delle immagini della gallery di corredo all’articolo.]

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Redazione
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