Lecce, la mappa della criminalità organizzata, mafie gestiscono il territorio con spaccio di stupefacenti ed estorsioni

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Un intreccio stretto fra il panorama brindisino e quello leccese come dimostrano le retate e con i nomi di esponenti di una e dell’altra area che si ritrovano nello stesso faldone d’inchiesta. Questa è la mafia leccese oggi nel rapporto del 2017 della Dia che disegna, inoltre, la mappa della criminalità organizzata leccese.

La mappa della criminalità organizzata del capoluogo registra l’operatività di diversi gruppi, capeggiati anche da nuove leve, che pur nel rispetto dei vecchi boss detenuti, perseverano, più liberamente di un tempo, nello spaccio di sostanze stupefacenti e nel controllo del territorio, attraverso le estorsioni.

“A Lecce, risultano ancora egemoni le consorterie BRIGANTI e PEPE, anche queste particolarmente attive nel traffico di stupefacenti e nelle estorsioni, che si avvalgono della collaborazione criminale dei TORNESE di Monteroni di Lecce (LE), influenti sulla quasi totalità del leccese, compreso il territorio di Gallipoli, ove risulta ormai disarticolato lo storico clan dei PADOVANO.

Anche nella fascia dei comuni posti a sud del capoluogo salentino si registra la presenza di referenti di zona, a capo di piccole batterie criminali che gestiscono il mercato degli stupefacenti, come evidenziato dai numerosi sequestri ed arresti effettuati, senza soluzione di continuità, dalle Forze di polizia.

Operazioni investigative hanno dimostrato l’operatività di un’articolata associazione, con epicentro a Sogliano Cavour (LE), capace di alternare la sua “collaborazione” criminale con due diverse associazioni finalizzate al traffico di sostanze stupefacenti. Inizialmente operava con il clan COLUCCIA – egemone, da anni, in alcuni territori della provincia di Lecce come Noha, Galatina, Cutrofiano ed Aradeo – per poi passare al gruppo GRECO, il cui elemento di vertice è diventato collaboratore di giustizia.

Più in generale, i vari sodalizi operanti in provincia sembrano evitare, al momento, eclatanti manifestazioni intimidatorie – un tempo utilizzate per affermare la propria egemonia – fatta eccezione per il territorio di Surbo ove sono stati registrati alcuni atti incendiari, anche in danno di appartenenti alle Forze di polizia. Da segnalare come nel territorio di Surbo, nel mese di novembre, la DIA di Lecce ha eseguito la confisca di var beni immobili, di un’azienda e disponibilità finanziarie, per un valore di 250 mila euro, riconducibili a un soggetto denunciato per reati in materia di armi e stupefacenti.

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