Nonostante il Viminale continui a minimizzare coi roboanti annunci del Ministro degli Interni Alfano: “Arrestati mille scafisti”, non cenna a fermarsi il flusso migratorio, anzi sale sempre più con ritmo incessante.
Dopo l’ultima ecatombe in mare, ove tra le 700 e 950 persone hanno perso la vita nel Canale di Sicilia, la politica dei fermi di polizia e degli arresti è blanda ed inefficace.
C’è un business di 34 miliardi di dollari l’anno attorno agli allarmi umanitari. La vita di questa gente è su un listino prezzi con annessi servizi. Dai 1.500 dollari per salpare le coste libiche, ai 400 dollari per organizzare la fuga dai CIE italiani (Centri di accoglienza) per poi approdare in altri Paesi europei. In tutto questo c’è lo sferzante commento del procuratore aggiunto di Palermo: “Tra i 500mila ed il milione di siriani pronti a raggiungere le nostre coste”.
Dati allarmanti, esplosivi, che si aggiungono alle già fallaci operazioni “Mare Nostrum” prima e “Triton” poi. Mentre oggi anche il premier Matteo Renzi dichiara: “Vanno fermati gli sbarchi, bisogna evitare che partano” allineandosi con toni soft al Salvini/Santanché pensiero che tanto ha fatto discutere nei modi e nei toni.
Purtroppo parlano i numeri scevri da polemiche ed immarcescibili nei confronti della dialettica politica. Vi è un traffico incontrollato, i respingimenti non sono efficaci e le percentuali di chi ottiene lo status di rifugiato o richiedente asilo è di un decimo rispetto agli arrivi.
Dopodiché perdiamo la bussola e lasciamo mine vaganti nelle periferie delle città italiane. Il crimine ed il degrado sono l’unico sbocco naturale quando primeggia l’anarchia per le strade e lo Stato risulta lontano ed anchilosato.
In fondo solo la malafede di un buonismo cieco e senza orizzonti può far finta di non comprendere la natura della cancrena. Controllo dei confini, stazionamento delle sole acque territoriali, primi aiuti umanitari per chi non si fa identificare senza toccar terra, sbarco per coloro coi documenti in regola e tempi certi per il riconoscimento o meno della permanenza nello Stivale. Ovviamente stando fermi nelle isole ricettive, dopodiché ci si attivi per il sostentamento e la ripartizione tra Stati membri per chi ne ha diritto, e si riaccompagni a casa chi no.
Forse è troppo semplice quando il “giro degli immigrati” conta più del giro della droga.
Twitter @andrewlorusso











