HomeCulturaL'inaspettata verve di Colapesce

L’inaspettata verve di Colapesce

Confesso. Prima del concerto di Colapesce dello scorso 10 aprile al Demodé di Modugno nutrivo verso il cantautore siciliano diversi pregiudizi. Dai suoi due lavori in studio – Un meraviglioso declino emergono eccessi di melanconia, chiaroscuri ed un’esasperata esibizione dell’intimità, con il centro del mondo delocalizzato nei vicoli dell’anima e materializzati in una voce flebile, quasi timida.

Dottor Jekyll e Mr. Hide. Dal vivo, almeno per buona metà dell’esibizione, Colapesce si trasforma. Si distacca dall’immagine incisa nelle tracce dei suoi dischi e s’avventura in una curiosa passeggiata nella musica anni ’80, in cui è possibile incontrare la raffinata elettronica dei Gazebo, i delay spinti di U2 e Simple Minds e, nelle ballad acustiche, l’intensa leggerezza di Brian Adams.

Patinato, giacchetta e pantalone rosa salmone, maglietta e scarpe bianche – “quasi una Big Babol” annota qualcuno nel pubblico, per restare in tema anni ’80 – la sua chitarra non disdegna sortite rock e momenti di gloria per il proprio personale egomostro, che lo portano a staccarsi dal resto della band, issarsi sul piedistallo e far sfogare un’insospettabile carica repressa.

Nel live, prosecuzione itinerante del suo ultimo lavoro, Colapesce apre la porta del suo mondo interiore. Un viaggio onirico, rarefatto, che nel disco – e nel relativo concerto – conduce in un’immaginaria casa abitata dai quotidiani fantasmi della società. “Negli ultimi tre anni sono stato in giro con lo Zaino Protonico a raccogliere i mostri, come i protagonisti di Ghostbusters – racconta il cantautore – Li ho imprigionati dentro il mio hard disk, proprio come un vero acchiappafantasmi, ma a un certo punto ho deciso di liberarli tutti insieme e non è stato per niente facile gestirli”.

(foto Antonella Aresta)

 

 

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Lino Castrovilli
Lino Castrovilli
Laureato in Scienze della comunicazione, vive una condizione mentale-lavorativa a suo dire schizofrenica: cerca con insistenza di unire in un’unica professionalità il suo amore per il web e la scrittura. Ama la Puglia e per questo, nonostante le difficoltà ha deciso di restare qui.

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