Paolo Pellegrino cerca di stemperare i toni della polemica dopo il rinvio dell’esame della legge sull’intramoenia e l’abbattimento delle liste d’attesa in sanità dovuto ad una serie di emendamenti della maggioranza e soprattutto ad un nuovo testo di proposta di legge che porta il suo nome e che, quindi, si è andato ad affiancare a quello di Fabiano Amati primo firmatario, che ha messo la maggioranza di fronte alla probabilità di una unificazione delle due proposte di legge. Cosa che di fatto ha significato uno slittamento dei tempi almeno al prossimo consiglio regionale (9 ottobre) salvo ulteriori passaggi in Commissione.
“Affrontare il tema della libera professione in termini prettamente economici è un’assurdità in quanto la finalità primaria del sistema sanitario è quella di soddisfare, con più mezzi e risorse, la domanda di salute dei cittadini”.
Lo dichiara il presidente de La Puglia con Emiliano e vice presidente della III Commissione Sanità, Paolo Pellegrino, sulle proposte di legge per la riduzione delle liste di attesa.
“A mio avviso – spiega – l’istituto della libera professione intramuraria va sostenuto in quanto attraverso esso viene soddisfatto il principio universalistico alla base del sistema sanitario; viene inoltre garantito il principio, anch’esso fondamentale, della libera scelta del cittadino e, soprattutto, costituisce uno strumento per fidelizzare le migliori risorse professionali al sistema pubblico sanitario”.
“Il disallineamento – aggiunge – tra i tempi di attesa per le prestazioni, rese in regime istituzionale, e quelli della attività libero professionale, va severamente combattuto innanzitutto attraverso una tempestiva analisi, da parte dei direttori generali, in termini di budget all’interno delle singole unità operative dove il disallineamento si manifesta. Punire i medici, senza tale preventiva analisi, significa attuare un preconcetto fondato sul furore punitivo.
La mia proposta di legge, non a caso, ha un approccio diverso: anche noi più di altri intendiamo abbattere le odiose e croniche liste di attesa, ma tale obiettivo non si realizza attraverso la sospensione dell’attività libero professionale (ipotesi che paradossalmente aggraverebbe i tempi di attesa), ma attraverso una verifica e ridefinizione dell’organizzazione e delle risorse all’interno delle unità operative interessate.
Anzi, nel caso in cui tale verifica dimostri che le unità operative interessate non possono soddisfare ulteriori richieste, il mio testo prevede che si ricorra all’incremento di prestazioni attraverso l’ampliamento della attività libero professionale per altre unità operative o, gradualmente, all’aumento dell’offerta da parte degli ambulatori pubblici e, solo in estrema ratio, il ricorso al privato accreditato che, peraltro, costituisce uno dei pilastri del sistema sanitario. Ritenere infine che la mia pdl sia diretta a favorire il privato costituisce mera e falsa demagogia”.
“In vista del dibattito in consiglio regionale del prossimo 9 ottobre – conclude il presidente Pellegrino – mi auguro che il governo regionale voglia assumere una sua posizione chiara trattandosi di un tema centrale della politica sanitaria e non più rinviabile”.











