HomePoliticaMa dov'è la destra? Intanto si litiga sulla forma

Ma dov’è la destra? Intanto si litiga sulla forma

Liti infinite. Chi fino a poche settimane fa era insieme, anche commuovendosi insieme, ora è nemico giurato. Scambi di accuse e di inconsistenza politica, scontri tra passati archeologici e futuri tutti da costruire.

Il centrodestra, soprattutto nella sua componente ex An, si scaglia in una continua lotta di posizionamento che guarda poco alla sostanza e molto alla forma.

“Fitto ha avuto il pregio di essere chiaro nel rivelare il suo progetto politico con Passera, Tosi e la Meloni. L’equivoco è cessato: non è la mia destra”. Così Adriana Poli Bortone sui social network, dopo la lunga e tragicomica vicenda dei due candidati presidente della Giunta regionale dopo lunghe, interminabili ed infruttuose trattative ad oltranza fino all’ultimo giorno, e che probabilmente sono anche alla base della bocciatura della lista della ex senatrice di An nella Bat (troppo poco tempo?).

Alla Poli Bortone risponde a stretto giro Nuccio Altieri. “Il nostro progetto politico con Raffaele Fitto guarda al Futuro, per andare oltre l’archeologia politica e offrire agli Italiani un’alternativa moderna e credibile di centro-destra, che non fa patti sotterranei con la sinistra. Una sfida che richiede coraggio, passione e prospettiva. La Poli Bortone, purtroppo, non riesce a declinare la parla futuro perché appartiene al passato; un passato tra l’altro con molti cambi di fronte: oggi è Leghista e Berlusconiana ma nel 2009 abbandono Berlusconi accusandolo di essere troppo appiattito sulla Lega che oggi sostiene. L’anno dopo con Io sud provo’ a fare la destra con l’udc che oggi avversa. A Lecce, addirittura, è arrivata a tifare per il centro-sinistra alle elezioni provinciali perdendole come sempre. Solo due mesi fa inneggiava fino alle lacrime per Schittulli che oggi invece ostacola per favorire Emiliano. Insomma quando la Poli Bortone parla della “sua destra’ i pugliesi non riescono a capire qual è, se non quella che ogni volta la signora Poli mette in piedi per favorire il centro-sinistra. Sono certo, quindi, che la Puglia che vuole battere la sinistra sceglierà la prospettiva di Meloni e Fitto e non la retrospettiva archeologica della Poli”.

Gli fanno eco anche Marcello Gemmato e Filippo Melchiorre, dirigenti pugliesi di Fratelli d’Italia, ormai ex partito della Poli Bortone. “E’ un bene che la Poli Bortone non si riconosca nella destra di Giorgia Meloni, quella destra fatta di valori, di coerenza e di lealtà. Non poteva essere diversamente per una che, nel corso della propria carriera politica, ha fatto innumerevoli capriole passando dalla destra al centro alla sinistra, favorendo sempre i candidati di sinistra, giocando più a dividere che ad unire seminando contrasti e malumori. Auspicavamo un epilogo diverso della sua carriera politica purtroppo ci sbagliavamo. Nella destra della Poli Bortone che tradisce e non unisce non si riconosce nessuno degli iscritti e simpatizzanti di Fratelli d’Italia – An e lo testimonieranno i risultati delle prossime elezioni regionali”.

 

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