“Dobbiamo rimarcare un dato incontrovertibile: quella che doveva essere una legislatura costituente per il Consiglio regionale si sta concludendo con un fallimento conclamato”. Così il vicepresidente del Consiglio regionale, Nino Marmo.
“Dopo la legge regionale che stabilisce l’autonomia dell’assise dall’esecutivo -aggiunge- si sarebbe dovuto procedere alla pratica attuazione. Nulla di fatto! La delibera contenente il protocollo d’intesa, tra Consiglio e Giunta, è rimasta lettera morta. All’inizio della legislatura, infatti, cioè nel 2010, l’ufficio di Presidenza approvò e trasmise alla Giunta quello schema di convenzione. Nei fatti, Vendola, con gli assessori di riferimento che si sono susseguiti, lo hanno infilato in un cassetto e fatto letteralmente “morire” senza che altri, ad eccezione del sottoscritto, abbiano mai tentato di rimuovere gli ostacoli.
In questo modo è stato immobilizzato il Consiglio, privandolo dell’autonomia stabilita dalla legge. È stato impedito il tentativo, che sarebbe risultato storico, di auto-riforma e di una effettiva riorganizzazione del parlamentino nella prospettiva di una maggiore efficenza e produttività. Eppure, il nostro Consiglio regionale ha conseguito il primato di non aver abusato del proprio ruolo, come purtroppo è accaduto in molte Regioni italiane che hanno così inferto un colpo alla credibilità del regionalismo. Non eravamo, infatti, sospettati di sprechi e di cattiva amministrazione consiliare, come attestato in varie occasioni dalla Corte dei Conti. Un Consiglio regionale esemplare -conclude- che viene reso ancillare al servizio della giunta e del suo presidente. Figuriamoci se avessimo motivi di demerito!”.












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