Il Partito Democratico in fibrillazione dopo la direzione di questo pomeriggio nel corso della quale il segretario Matteo Renzi ha dato il suo ok al nuovo congresso. E parte subito la corsa per la nuova leadership interna. E dopo aver puntano a far disputare il congresso secondo le tempistiche previste dal regolamento (ovvero nel prossimo mese di dicembre), adesso i renziano invertono la rotta e puntano ad accelerare i tempi.
Sembrerebbe infatti che l’intenzione sia quella di portare a termine, entro metà marzo, i congressi locali: concludere entro la seconda metà di aprile le Primarie e il Congresso nazionale. Così da, astrattamente, andare al voto tra domenica 17 e 24 di settembre. Prima della legge di Bilancio che a questo punto sarebbe compito del prossimo Esecutivo.
E per il ruolo di segretario correrà anche Michele Emiliano. Ed è stato lo stesso presidente della giunta regionale pugliese a confermarlo durante il suo intervento a Roma. “Quella di candidarmi alla segreteria è una cosa che sento di fare, necessaria”.
Sulla situazione interna al Partito Democratico Matteo Renzi non risparmia stilettate e si toglie qualche sassolino dalla scarpa.
“Dal giorno dopo del referendum la politica italiana ha messo le lancette indietro a riti e metodi dimenticati negli ultimi anni. Abbiamo re-iniziato con le discussioni interne dure, spesso autoreferenziali, sono tornati i caminetti. Invece di chiederci dove va l’Italia, tutto il dibattito è stato imperniato su quanto dura la legislatura, quando si fa il congresso”.
“Se uno degli errori è stata la personalizzazione del referendum chiedo di spersonalizzare il dopo referendum” per “sbloccare la situazione della politica italiana bloccata degli ultimi due mesi”, ha detto Renzi aggiungendo che è “scomparso qualsiasi riferimento al futuro”.
Renzi ha poi messo evidenziato il sostanziale immobilismo italiano rispetto al resto del mondo. “La globalizzazione sta mettendo in crisi il ceto medio”.
Eppure al Governo c’è il suo partito.
Ma sulla data del congresso la pensa in maniera del tutto diversa Emiliano, che sottolinea come andare ad un congresso senza legge elettorale sia una cosa del tutto campata in aria.
“Non so come si fa a fare il congresso senza sapere qual è la legge elettorale. Escludo che si possa andare al congresso ad aprile: un congresso ad aprile senza conoscere la legge elettorale, che roba è?”. Lo dice il presidente della Puglia Michele Emiliano nel suo intervento in direzione Pd. “Se tu – dice Emiliano a Renzi – oggi davvero vuoi mettere il congresso al centro della nostra discussione e fare un processo in cui chiunque vinca sostiene l’altro, il processo deve essere autentico”.
“Se tante persone in questo momento mi stanno spingendo nella direzione di candidarmi alla segreteria non è perché io abbia un ruolo particolare ma perché evidentemente quello che è avvenuto fino a oggi ha scontentato tanti”, prosegue. “Ora dico: in vista del congresso agevolate le iscrizioni, invitate a venire e non respingetele. Fatelo con l’aiuto dell’organismo di garanzia che potrà essere il segretario. Il Pd deve essere un luogo aperto, di libertà, giustizia e uguaglianza”.











