In un momento di profonda crisi quando a Redmond si dibatte sugli investimenti fatti e quelli da intraprendere in futuro, salta fuori lo scheletro nell’armadio di casa Microsoft e porta il nome di “Project Natick“.
Si tratta di un progetto di ricerca il cui scopo originale era di collocare dei server sotto l’acqua garantendo non solo minori costi per il loro raffreddamento, ma anche un deciso minore impatto ambientale.
Casa Microsoft ha iniziato a valutare l’idea nel 2013 quando un gruppo di dipendenti ha redatto un documento in cui spiegavano questo progetto. Il primo prototipo ha visto la luce quasi un anno dopo, battezzato “Leona Philpot” (personaggio tratto dal videogioco “Halo”) ed è stato collocato al largo della costa californiana dove, a partire dallo scorso agosto, ha funzionato per soli 105 giorni ottenendo un successo ben oltre le aspettative, almeno quelle di Microsoft. Anzi gli ingegneri coinvolti nel progetto ritengono addirittura che un giorno i data center sottomarini potrebbero essere in grado di alimentare se stessi utilizzando turbine sottomarine (progetto studiato e sviluppato in Sicilia per sfruttare le correnti sottomarine presenti nello Stretto di Sicilia) o l’energia delle maree per produrre elettricità.
Dubbi sono stati sollevati dai sistemisti più esperti secondo cui non ci sarebbe nulla di eccezionale in un traguardo di 105 giorni, che anzi è stato ridimensionato ad “appena sotto la media” visto che normalmente un server rimane attivo per 400 – 500 giorni consecutivi. Oltre a questo i 15 miliardi di dollari l’anno di spese di manutenzione attualmente sostenuti da mamma “Microsoft” rischierebbero di lievitare in quanto un’operazione di riparazione potrebbe generare costi ben superiori al semplice intervento del tecnico qualificato, senza contare i costi delle operazioni di recupero delle camere stagne e senza considerare che per riparare un singolo server si mettono fuori uso tutte le macchine presenti nella camera.
A sentire loro è tutto rosa e fiori. Rimane comunque la sensazione che da qualche tempo a questa parte Microsoft si stia avventurando in imprese che ad essere gentili si possono solo definire “velleitarie”. Se volete sapere dove finiscono i soldi delle Vostre licenze originali Microsoft, abbonamenti Xbox, ecc. continuate a seguirci.
P.S.: “Subbbaqqui!! A sorpresa.” (Cit. Corrado Guzzanti)











