“Il giorno più lungo trascorso con Paolo Borsellino fu quello del funerale di Rosario Livatino (il ‘giudice ragazzino’ assassinato nel 1990 ndr.), gli ‘scroccai’ anche qualche sigaretta, fumava le Ms, in quel giorno bastò un solo sguardo tra Falcone e lui per decidere come comportarsi con le telecamere, e con Cossiga”. Michele Emiliano si riscopre magistrato, oggi alla presentazione del libro di Fabio Granata, “Meglio un giorno” (l’ex parlamentare di An racconta gli ultimi giorni del magistrato siciliano ucciso dalla mafia nel 1992), riannoda i fili della memoria, “qui mi sento come colui che va alla ricerca del tempo perduto”, ma il riferimento proustiano è anche all’ambiente di centrodestra, l’evento è organizzato dalla Fondazione Tatarella ed è presente Gianfranco Fini. “Ricordo che con un ragazzo di destra ho diviso la stanza nelle trasferte di basket, ad unirci era la maglia del Cus Bari”. L’amarcord affonda dai ricordi del “nonno monarchico” alle difficoltà di fare i giudici ragazzini, “quando nelle procure eravamo davvero in pochi”. Anni difficili, quelli in cui persino le parole di Sciascia creavano tensione, e in quegli anni il governatore pugliese conobbe Borsellino, a Marsala. “A me non interessava se fossero di destra o di sinistra, per me quei magistrati erano servitori dello Stato, e sono certo che se fossero rimasti in vita, nani e ballerine se ne sarebbero stati nei loro cabaret”. Ad ascoltarlo, in platea, chiuso nel suo pullover e nella sua timidezza, anche Raffaele Sollecito. Un discorso che intreccia i racconti della mafia e gli americani nel dopoguerra, passando agli anni ‘80 e la presidenza di Cossiga (“era tostissimo, quasi come un Piano di rientro della sanità”), il tutto per preludere ad un libro, quello di Granata che – come afferma anche Fini – “si rivela coraggioso e duro”. Un testo che entra in maniera cruda nella questione della cosiddetta ‘trattativa’, senza mezze misure e attingendo alle fonti, d’altronde lo stesso Granata è stato vicepresidente della Commissione Antimafia. Sono per Fini le sue parole più preziose: “L’unico leader del centrodestra, con Almirante ovviamente, a tenere alta la bandiera della legalità”.
Amarcord di Emiliano: “Quando conobbi Borsellino”

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Ida Galise
laureata in Lettera Classiche, docente e giornalista pubblicista. Leggere e scrivere sono le prime cose che ha imparato da bambina, e le sembrava un peccato sottovalutarle. Vorrebbe essere onnisciente e ubiqua, ma finora non ci è ancora riuscita.
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