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Non perdere la bussola, nuovi job-days a Sammichele tra promozione, formazione e cooperazione [VIDEO]

Innescare un circolo virtuoso fatto di appuntamenti propositivi al fine di attivare un territorio e per parlare di lavoro, opportunità, attrattività e promozione. È questo, tra gli altri, il motivo cardine degli incontri promossi nell’ambito del progetto “Non perdere la bussola” di Punti Cardinali (punti di orientamento per la formazione ed il lavoro).

Difatti, si stanno susseguendo interessanti job-days a Sammichele di Bari, di cui gli ultimi due presso la Sala Consiliare del Palazzo Comunale (qui i dettagli dell’incontro inaugurale con video-intervista al regista Alessandro Piva; il secondo appuntamento con le parole dei diversi relatori tra cui il cantautore Renzo Rubino).

Quarto job days: Impresa cooperativa e sviluppo del territorio

La quarta tappa di “Non perdere la bussola”, in programma nella giornata di ieri, venerdì 26 maggio, ha avuto come oggetto di conversazione l’impresa cooperativa posta come strumento di sviluppo del territorio.

Ha introdotto e moderato il dibattito Leonardo Palmisano, Presidente di Radici Future Produzioni. Da subito, egli ha sottolineato la grande importanza che possono assumere le società cooperative per una crescita territoriale sebbene nel Meridione il principio di compartecipazione non è tanto adottato né colto pienamente nella sua efficacia ed efficienza.

Ai successivi saluti istituzionali di Catia Giannoccaro, vicesindaco di Sammichele di Bari, si sono susseguiti i diversi interventi dei relatori che hanno stimolato pensieri e riflessioni nella platea presente.

Dapprima Carmelo Rollo, Presidente LegaCoop Puglia, che racconta come si arriva a creare una cooperativa: incominciare in maniera settoriale per arrivare a fare rete sulla base del principio di bene comune. “La cooperativa non è la risposta alla crisi ma il risultato di un processo culturale, frutto della consapevolezza dei diversi bisogni. Non deve essere uno slogan ma uno strumento funzionale fondato sull’ascolto reale e sul dialogo”.

Puntualizza gli aspetti tecnico-politici Pasquale Ferrante, Direttore e Presidente vicario di LegaCoop Puglia: “Oggi bisogna fare in modo che ci sia una compartecipazione, una contaminazione tra vissuti e storie che alimenti il confronto con la Pubblica Amministrazione e realizzi un ecosistema positivo che vada a favorire le persone garantendo loro possibilità e benessere”. La società cooperativa è, dunque, una società di capitali che, superando abusivismo e stigmatizzazioni, si basa su creatività, collaborazione, attivismo, valorizzazione delle vocazioni, con il fine ultimo di esaltare professionalità e competenze di ogni socio.

Luigi Rizzo, Presidente di O.P. Terra di Bari, ha riportato l’esperienza della sua impresa cooperativa operante nel settore agricolo e costituita da produttori diretti di Uva da tavola. A sua volta, Roberta Lisi, responsabile marketing di Radici Future produzione, ha parlato di sviluppo del territorio, dunque di marketing turistico che, combinato con un valido marketing esperienziale, restituisce modelli di business forti e vincenti come quelli realizzati nel tempo da alcune realtà pugliesi che hanno saputo/stanno esaltano la propria brand identity.

È in ultimo intervenuta Elisabetta Iocobbe, in qualità di esperta senior di innovazione sociale e promozione cooperativa della Legacoop Puglia. Essa ha voluto sottolineare, tra pregi e difetti in seno alla filosofia della cooperazione, un concetto particolarmente centrale: “grandi vantaggi di un sistema cooperativo sono la partecipazione attiva e l’aggregazione, dunque la possibilità di aprirsi al confronto e decidere insieme il corso delle situazioni. La cooperazione dà valore a luoghi e persone”.

Terzo job days: Agroalimentare, Enogastronomia e Territorio

L’ incontro di ieri è stato preceduto da un terzo tenutosi lo scorso 16 maggio ed ha avuto come focus centrale le tipicità gastronomiche della Puglia, quindi le macro-tematiche dell’agroalimentare e dell’enogastronomia.

Vito Nicola Savino, Presidente della Fondazione ITS Agroalimentare Puglia, ha mostrato come essenziale sia il settore agroalimentare sul territorio pugliese: il 25% del fatturato regionale è legato proprio a tale settore.Il ruolo delle aziende è, dunque, fondamentale sebbene non ci sia di fondo una partecipazione attiva, un’azione di dialogo e di apertura da parte delle stesse: “fanno a gara per comprare gli strumenti innovativi ma non c’è la cultura della formazione: questa è una grave criticità”.

Egli evidenzia che occorre trasferire ai giovani le dovute competenze, una preparazione ad hoc in modo da inserire nel mondo del lavoro profili professionali in grado di rispondere, e soddisfare appieno, la domanda: è dunque necessaria una progettazione solida, tra corsi di alta formazione e stage in azienda, che garantiscano la costituzione di nuovi tecnici ed operatori del settore.

L’intervento di Savino è completato dalle parole di Valeria Tedeschi, coordinatore didattico Fondazione ITS Agroalimentare Puglia, che parla dell’importanza dell’orientamento e, di seguito, presenta la nuova offerta formativa dello stesso istituto e degli annessi requisiti per l’accesso.

Michele Peragine, Presidente AGAP – Associazione Giornalistici Agroalimentare Puglia, mostra il legame tra i diversi settori, una questione abbastanza complessa ma funzionale che mette in sinergia, ad esempio, gastronomia e turismo. “La cucina è un filone conduttore, una catena continua che si interfaccia a settori come il comparto vitivinicolo e vinilico”.

Ciononostante, la Puglia, che è una realtà composita meravigliosa, quale ricchezza unica da sempre riconosciuta dai turisti, a volte pecca di autenticità e qualità ed ecco che risulta utile “creare narratori del territorio, figure competenti che sappiamo esprimere valore e comunicare in maniera genuina senza costruzioni fantomatiche”.

Hanno poi preso la parola Peppe Zullo e Porzia Vitali, rispettivamente cuoco-contadino ed imprenditore nel settore della ristorazione il primo, chef, cake designer e consulente gastronomico la seconda.

Questi, dopo aver raccontato il proprio percorso di vita, hanno indicato la via maestra; quindi, il percorso accademico e le scelte formative che un aspirante professionista deve intraprendere per creare una realtà di pregevole successo. Gli ingredienti non possono che essere grande passione, umiltà, infinita curiosità, coraggio e determinazione, costante formazione e sacrificio.

In particolare, il maestro Zullo, che si è formato viaggiando per il mondo, da Orsara di Puglia all’America – tra USA, Messico e Canada, sottolinea che “oggi bisogna fare cultura del cibo”: lo chef deve spiegare ai commensali le peculiarità dei suoi piatti e non si può più limitare a cucinare in senso stretto; deve porsi come comunicatore, diventa storyteller della sua arte: la cucina. Una cucina, salutare e democratica, che si deve porre tra innovazione e tradizione.

A chiudere Renato Ciardo, noto musicista e showman, che – parlando di pugliesità – pone un parallelismo tra cucina e linguaggio: così come l’identità linguistica della Puglia è la somma di tantissimi dialetti locali, e dunque non esiste la lingua pugliese, anche la cultura culinaria non può ridurre la realizzazione di una pietanza ad una ricetta, unica ed universale, ma può avvalorarsi di molteplici metodologie di preparazione, ossia diverse varietà pur conservando la sua consistenza originaria.

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