HomeA modo mioNotte di Capodanno: Matera batte Bari 2 ad 1

Notte di Capodanno: Matera batte Bari 2 ad 1

Quest’anno il sud ha ospitato le dirette televisive più importanti sul capodanno. Da un lato c’era “L’anno che verrà” della Rai a Matera, che, va ricordato, nel 2019 sarà la capitale europea della cultura, dall’altro Gigi D’Alessio e Friend di Canale 5 a Bari.

Nonostante il doppio clamoroso flop  in cui è incorsa la Rai, con l’annuncio del nuovo anno con un minuto d’anticipo e il mancato filtraggio di un sms con annessa bestemmia, la televisione pubblica ha clamorosamente e vistosamente battuto la concorrenza dell’ammiraglia delle tv private, Canale 5. I dati Auditel sono indiscutibili. Il picco di ascolti si è avuto a mezzanotte con “L’anno che verrà” che registra  8 milioni 810mila spettatori (pari al 48.49 per cento di share) mentre Gigi D’Alessio riscuoteva 4 milioni 187 mila spettatori (pari al 23.04 di share). Ma anche per il resto della serata le proporzioni restano più o meno quelle.

Non mi meraviglia più che i lettori siano sempre meno disponibili a prestare attenzione ad articoli che riguardino politici. Non bastavano più i commenti risibili sui risultati elettorali a renderli comici, se non drammaticamente ridicoli: tutti hanno vinto, non se ne trova uno capace di dire “abbiamo perso, siamo stati sconfitti”. Ora si riesce a barare anche sui risultati delle scelte sui festeggiamenti di capodanno.

Il Sindaco Decaro, intervistato, da qualche collega ha rilasciato dichiarazioni semplicemente entusiastiche sulla serata. Che si sia divertito non c’è dubbio, che, da fan sfegatato di Gigi D’Alessio. abbia realizzato il suo sogno di ospitarlo, non è altrettanto da dubitare. Non credo però gli sia sfuggita la differenza reti tra Matera e Bari, tra spettatori Rai e Canale5. Certo Decaro può sempre dire: “A noi Canale 5 ci ha proposto la serata di Capodanno. La Rai mica voleva la piazza di Bari”. Ragionamento che non fa una grinza.

Credo che ormai le polemiche sul concertone di Capodanno di Gigi D’Alessio possano essere archiviate. Se sui social network due gruppi corposi, di cui uno capeggiato dal noto “Pinuccio” avevano polemizzato con la scelta di Decaro, ormai. cosa fatta capo ha. E’ innegabile che la piazza gremita era un bel colpo d’occhio. Francamente il fatto che Bari abbia ospitato per un paio d’ore i fans di “Giggi”, numerosissimi, non so quale beneficio abbia portato alla Città. Non capisco quindi l’autocelebrazione che ne fa l’assessore Silvio Maselli, che sembra  aver scordato che la sua proposta per capodanno, immediatamente smentita da Decaro,  era tutta un’altra: i finalisti di X Factor. Maselli, inutile dire che “ci vogliono innocenti e banali”, ovvero sempre e solo quelli delle “sgagliozze”, e poi inneggiare a ciò che ci rende tali. Anche Decaro sottolinea quelle presenze, ma sembra non comprendere che quelli sono venuti per vedere ed ascoltare Gigi D’Alessio e per loro Bari, le Dolomiti, Canicattì, sono la medesima cosa. Con tutti i negozi chiusi e, comunque, irraggiungibili, viste le opportune limitazioni al traffico, Bari ci ha solo rimesso i 158mila euro, se ben ricordo, non ha incassato un solo euro. Quanto ad immagine, francamente occorre una gran dose di provincialismo per andare orgogliosi di aver fatto da tappetino (o se preferite da scendiletto) a Canale 5.

Chi ha visto entrambe le trasmissioni ha fatto notare come la cornice dei sassi era ben evidenziata, mentre la piazza barese risultava decisamente anonima e ciò che premeva alla regia era principalmente far vedere l’abbondanza di spettatori, forse per rivalsa sulla clamorosa sconfitta dello share. Insomma, turisticamente non abbiamo battuto chiodo.

Archiviata la polemica, credo che Decaro farebbe bene a porsi una domanda: com’è possibile che Bari, neonata città metropolitana stia perdendo sempre più peso in Italia sotto il profilo culturale. Matera ha fatto della cultura e della sua storia (i sassi ne sono l’emblema più evidente) la sua forza ed i risultati sono arrivati: essere la prossima capitale europea della cultura è esaltante. Bari da tempo ignora e rinnega la sua storia e quando la ricorda lo fa in maniera fantozziana, celebrando ad esempio uno storico “scippo” quello delle reliquie del Santo patrono n. 2 (il primo, storicamente è San Sabino), ignorando che quelle celebrazioni ci rendono sempre più invisi al numerosissimo mondo ortodosso di rito greco. Dobbiamo avere il coraggio di ammettere che il degrado culturale, morale e sociale della nostra Città risale ormai a sette lustri or sono. Trentacinque anni da recuperare sono tanti. Un’intera generazione, quella a cui appartiene proprio Decaro, è cresciuta e si è formata in una Città che s’illudeva di essere grande e gradatamente tagliava le proprie radici e, conseguentemente, si rinsecchiva sempre più. Oggi occorre rimboccarsi le maniche, analizzare e comprendere gli errori per non ripeterli, approfittare della grande occasione dell’area metropolitana per ricostruire una cultura oggi totalmente demolita.

Poi ben venga o ritorni Gigi D’Alessio, ma in una città che non lo ritenga un evento culturale, ma un bel momento “d’intrattieni” per quei tantissimi, che sempre esisteranno, che in un teatro non entreranno mai e che hanno diritto di divertirsi a modo loro.

A proposito di cultura, in questo caso musicale (e quindi gioco in casa): ma in una città che ha ben due orchestre sinfoniche pubbliche, quella dell’Area Metropolitana e quella della Fondazione Petruzzelli, i valzer di Strauss si fanno eseguire il 1 gennaio nel massimo teatro regionale da un duo pianistico? Non li conosco, saranno pure eccelsi, ma chi ha fatto quella scelta è da mettere, metaforicamente s’intende, direttamente sul rogo: magari conserviamolo per la notte si Sant’Antonio.

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