Ancora nessun segnale di ripresa in Puglia dove il tasso d’occupazione è sceso al 41,8 per cento, parametro riferito al quarto trimestre del 2014. È quanto emerge da un’elaborazione del Centro Studi di Confartigianato Imprese Puglia su dati Istat.
Una panoramica sui valori delle singole province ci mostra che Bari si ferma al 45,1 per cento, Foggia scende dal 38,6 al 37,2, Taranto dal 42,8 al 41,4 e Lecce dal 42,3 al 41,6. In ripresa, invece, rispetto al 2013, la provincia di Brindisi che passa dal 43 al 44 per cento e quella di Barletta-Andria-Trani che passa dal 37,7 al 41,4 per cento.
“I dati elaborati dal nostro Centro Studi regionale – ha commentato Francesco Sgherza, presidente di Confartigianato Imprese Puglia – evidenziano l’estrema criticità della situazione occupazionale nella nostra regione. Anche nella provincia di Brindisi ed in quella di Barletta-Andria-Trani, dove il dato è in risalita rispetto al 2013, il valore assoluto risulta essere ancora troppo basso. Grande preoccupazione suscita la situazione della provincia di Foggia, in cui dal 2010 ad oggi il numero degli occupati ha subito un crollo verticale. In particolare – ha proseguito il presidente – colpiscono i numeri dell’occupazione femminile: ad oggi solo poco più di una donna pugliese su quattro ha un lavoro regolare e questo è un fatto intollerabile. Auspichiamo che i provvedimenti contenuti nel Jobs Act, unitamente agli sgravi contributivi previsti dalla legge di stabilità, contribuiscano in maniera importante a sbloccare il mercato del lavoro. Tuttavia – ha sottolineato Sgherza – questi interventi da soli non bastano per generare occupazione. Sono le imprese, specie quelle piccole e medie, a creare posti di lavoro. Solo attraverso un piano organico di sostegno allo sviluppo imprenditoriale ed incisive riforme in materia di fisco, credito, giustizia civile e burocrazia, la cui ipertrofia è spesso occasione di corruzione, potremo porre le basi per una stabile ripresa occupazionale”.











