Con grave ritardo (ben 13 mesi), dopo una ispezione ministeriale, e tra le polemiche, le motivazioni della sentenza di secondo grado che confermano la condanna all’ergastolo per Sabrina Misseri e per sua madre Cosima Serrano per l’omicidio della cugina Sarah Scazzi, avvenuto ad Avetrana il 26 agosto 2010, sono state depositate due giorni fa.
“Da una prima lettura le motivazioni mi sembrano una apoteosi del verdetto di primo grado con la sostanziale conferma a tutto tondo dell’impianto di quella sentenza, in cui si riaffermano le argomentazioni giuridiche e fattuali e ci si dilunga sulla cronaca processuale. Ma il faldone va analizzato attentamente e non possiamo avventurarci in giudizi affrettati”. Così l’avv. Nicola Marseglia, che difende Sabrina Misseri assieme al collega Franco Coppi, commenta le motivazioni della sentenza d’appello depositate ieri- del processo per l’omicidio di Sarah Scazzi.
Il dispositivo con le otto condanne fu letto dalla Corte d’assise d’appello il 27 luglio 2015, 13 mesi fa. Il ritardo nel deposito delle motivazioni è stato criticato dal collegio difensivo, comportando anche una ispezione ministeriale.
Uno dei 16 capitoli delle motivazioni è dedicato a Michele Misseri e alla sue ritrattazioni.
Insieme alle due donne sono stati condannati anche Michele Misseri, alla pena di otto anni di reclusione per soppressione di cadavere e inquinamento delle prove (il furto del cellulare di Sarah). Sono stati inoltre condannati in primo grado a sei anni di reclusione per concorso in occultamento di cadavere con Michele Misseri anche suo fratello Carmine Misseri (pena ridotta a cinque anni e undici mesi in appello) e suo nipote Cosimo Cosma, nel frattempo deceduto il 7 aprile 2014 per un tumore.










