Tutto da rifare per gli avvocati baresi. La Corte di Cassazione, con la sentenza numero 2614 delle Sezioni Unite, ha dichiarato nulle le elezioni del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Bari, tenutesi nello scorso 2015. Al tempo stesso la Cassazione ha annullato anche l’elezione svoltasi a Latina.
I magistrati, dunque, hanno accolto le richieste di alcuni gruppi di avvocati pugliesi contro il Consiglio nazionale forense che aveva, invece, respinto i reclami dei professionisti contro il nuovo Regolamento elettorale ministeriale del dieci novembre 2014 che sostanzialmente ‘bloccava le liste’ prevedendo per ogni lista la presentazione di un numero di candidati pari al numero dei seggi da coprire, e la possibilità di votarla in blocco.
A commentare, ora, la situazione venutasi a creare dopo la decisione della Corte di Cassazione è il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Bari Giovanni Stefanì.
“Prendiamo atto della sentenza della Corte, pur non condividendola, e la rispettiamo in quanto avvocati; la cosa che ci preoccupa adesso è capire come garantire la continuità di quelle attività istituzionali che l’Ordine è chiamato a svolgere in favore della collettività come il patrocinio a spese dello Stato e le difese di ufficio. Allo stesso tempo siamo preoccupati per una eventuale battuta di arresto dei servizi in favore degli avvocati baresi”.
“Non condividiamo questa sentenza – aggiunge Stefanì – perché al momento delle elezioni il regolamento era vigente e non era stato ancora annullato. Siamo preoccupati perché con questa decisione si rischia di sospendere le attività dell’Ordine forense in favore degli iscritti e si privano gli avvocati baresi della loro istituzione in un momento di grande difficoltà e di grandi sfide per l’avvocatura barese. Preoccupa anche il rischio che siano sospese quelle iniziative di grande interesse sociale che l’Ordine di Bari aveva avviato, tra cui l’Organismo per la composizione delle crisi da sovraindebitamento, l’alternanza scuola lavoro e il fondo regionale di sostegno alla genitorialità degli avvocati e per il quale eravamo prossimi alla pubblicazione del bando per mettere a disposizione degli iscritti le somme già finanziate”.
“Oggi – conclude Stefanì – in sede di riunione del Consiglio abbiamo deciso di scrivere al Consiglio Nazionale Forense e al Ministero della Giustizia per sollecitare determinazioni sull’attività dei prossimi giorni, in attesa di capire quale sarà il destino dell’organismo barese. Al contempo ci auguriamo che venga risolta con altrettanta urgenza la questione delle regole elettorali perché il Foro barese possa tornare quanto prima ad avere una propria rappresentanza istituzionale”.











