Il piano regionale di riordino ospedaliero varato di recente dalla Giunta Regionale prevede, per l’ospedale di Ostuni, la chiusura dei reparti di Pediatria e Cardiologia.
Da giorni il comitato di salvaguardia dell’ospedale della Città Bianca è attivo per scongiurare la chiusura dei reparti, e le manifestazioni si susseguono. Ieri mattina una mobilitazione generale ha portato alcune migliaia di persone in un sit in nei presso dell’ingresso dell’ospedale ed in un presidio ospedaliero organizzato dalle mamme presso il reparto di Pediatria (le cui stanze si sono svuotate dopo il blocco dei ricoveri disposto lo scorso 22 febbraio.
Insieme ai manifestanti c’erano anche alcuni rappresentanti politici di Direzione Italia.
“Eravamo davvero in tanti questa mattina al fianco delle mamme-coraggio di Ostuni che stanno lottando contro la chiusura dei reparti di Pediatria e Cardiologia del locale ospedale” raccontano i parlamentari brindisini Vittorio Zizza e Nicola Ciracì e barese Antonio Distaso.
Secondo gli esponenti di Di, infatti, “la provincia di Brindisi è stata davvero la più penalizzata dal Piano di Riordino Ospedaliero con tagli di posti letto e reparti che sono fiore all’occhiello di realtà locali come Ostuni e Francavilla. Condividiamo pertanto in pieno la protesta in corso ad Ostuni”.
“Il presidente regionale e assessore alla Sanità, Michele Emiliano, ancora una volta . sottolineano affida ai social le sue sciagurate scelte e sentenziando che quello di Ostuni è un “ospedale pericoloso”. Ha altro a cui pensare che stare a sentire le ragioni delle mamme di Ostuni: mentre noi sfilavamo per le strade lui era troppo impegnato a Bari a fare campagna congressuale per diventare segretario nazionale del Pd. La verità è che alla Puglia l’unico vero “pericolo” si chiama proprio Emiliano”.











