Una grande regione si forma con il contributo di importanti personaggi, soprattutto femminili. Molti sono i contributi che tante donne della storia e della contemporaneità hanno dato per far sì che la Puglia emergesse e si distinguesse nel panorama nazionale e internazionale.
Delia
Delia, un’ominide donna vissuta 25.000 anni fa scoperta ad Ostuni la cui importanza sta nel fatto che essa conservava in grembo i resti di un feto in fase terminale, diventando quindi la più antica madre della storia.
Maria d’Enghien
Maria d’Enghien (1367 – Lecce, 9 maggio 1446) fu “amatissima Principessa del Principato di Taranto”, contessa di Lecce (1384-1446) e regina consorte di Napoli. Divenne contessa di Lecce dopo la morte del fratello e sposò il principe di Taranto Raimondo Orsini Del Balzo. Le proprietà dei due sposi, grazie soprattutto ai territori che la contessa portò in dote, arrivarono a comprendere le attuali province di Taranto, Brindisi e Lecce. Rimasta vedova nel 1406, subì a Taranto l’assedio posto dal re di Napoli Ladislao I d’Angiò il Magnanimo, che pretendeva il recupero ai beni della corona del principato di Taranto. Maria guidò la resistenza della città ad oltranza, ma dopo alcuni mesi di strenua difesa e dopo trattative tese a salvaguardare l’incolumità dei tarantini, accettò la proposta che veniva dalla diplomazia nemica e convolò a seconde nozze.a lei si deve il riordino delle attività economiche e amministrative della città di Lecce, con l’emanazione il 14 luglio 1445 degli Statuta et capitula florentissimae civitatis Litii.Trascorse gli ultimi anni della sua vita dedicandosi al suo popolo, ad opere d’arte e di fede e morì a Lecce il 9 maggio 1446, dove fu sepolta con grandi onori e fasto nel vecchio monastero di Santa Croce
Bona Sforza
(Vigevano, 2 febbraio 1494 – Bari, 19 novembre 1557) fu regina consorte di Polonia, granduchessa consorte di Lituania dal 1518 e duchessa sovrana di Bari, dal 1524. Bona era nipote di Bianca Maria Sforza, che nel 1493 aveva sposato l’imperatore Massimiliano I. La sua bara, portata nella Basilica di San Nicola, rimase incustodita per molte ore, fu incendiata dalle candele e i suoi resti carbonizzati furono sepolti in una cappella senza particolari decorazioni. Più tardi i figli Sigismondo e Anna provvidero a far costruire un sepolcro sontuoso, situato dietro l’altare maggiore della Basilica, che tuttora è una delle maggiori attrazioni per i visitatori di Bari.
Le donne di Monteleone di Puglia
L’opposizione più radicale alla guerra ed all’autoritarismo fascista si registrò nell’agosto del 1942 con una vera e propria rivolta popolare di cui furono protagoniste le donne di Monteleone di Puglia, comune montano (il più alto della regione, 842 m) all’estremità sud-occidentale della Capitanata, al confine con l’Irpinia.Fu questo il primo importante episodio di rivolta e resistenza alla dittatura fascista in Italia
Elisabetta Blasucci
Elisabetta Blasucci viveva a Ruvo di Puglia ed era l’amante del brigante Giovanni Libertone che flagellava con la sua accozzaglia i terreni lucani. Dopo l’uccisione di Giovanni, Elisabetta divenne guida della sua banda.subi’ per brigantaggio 20 anni di prigione ma divenne un mito per la popolazione della sua terra.
Wanda Gorjux
Allieva di Croce, Wanda Bruschi (1888-1976) è stata una delle prime e più significative figure del giornalismo pugliese. Editorialista e firma ricorrente sulla terza pagina del “Corriere delle Puglie”, quindi della “Gazzetta del Mezzogiorno” – dietro lo pseudonimo di Medusa – fu anche una vivace operatrice culturale. Ricordata anche da Gian Carlo Fusco, nel libro “Le rose del ventennio” (Sellerio), è stata la moglie di Raffaele Gorjux, storico fondatore della Gazzetta. Militante di spicco dell’ ala femminile del Partito fascista, con la caduta del regime scelse di ritirarsi a vita privata
Nietta Tempesta
Per molti è l’equivalente di “Jarche Vasce”, l’opera teatrale di Vito Maurogiovanni che nel 2015 ha compiuto i suoi 40 anni di attività. Per oltre trent’anni è stata in attività con il “Piccolo Teatro Eugenio D’Attoma” di Bari con i tanti spettacoli messi in scena: Ibsen, Schnitzler, Pinter, Ginzburg fino agli esperimenti più audaci con “La Cimice” di Majakovskij o “La politica degli avanzi” di Adamov. Nietta è un’attrice dall’animo profondo, generoso e gentile, che ha messo a disposizione la sua esperienza e la sua abilità sul palcoscenico attraverso dei laboratori di dizione ed interpretazione, contribuendo con grande umanità e discrezione, al percorso individuale di chi, per la prima volta, si affaccia al favoloso mondo del teatro.
Franca Maranò
Nel mondo dell’arte contemporanea va menzionata Franca Maranò, pittrice e scultrice classe 1920, figura di spicco dell’avanguardia pugliese, sempre impegnata nel conciliare le sue creazioni al forte impegno sociale fornendo un contributo importante al movimento femminista non solo regionale, ma anche italiano. Unica donna tra i fondatori del Centrosei, prima galleria d’arte contemporanea a Bari, la Maranò è stata il punto di riferimento per la successiva generazione di artiste.











