HomeEconomia & SviluppoEconomiaPagamenti ai fornitori, solo il 23,2% delle imprese pugliesi è puntuale

Pagamenti ai fornitori, solo il 23,2% delle imprese pugliesi è puntuale

Oggi avviare e gestire un’impresa significa avere l’opportunità di godere dei frutti di un’attività in proprio, costruita sulle fatiche e sulle idee. Ma significa anche esporsi ad una serie di rischi finanziari: non solo per quanto concerne gli investimenti sui mercati, ma anche per la solvibilità dei clienti e dunque per la ricezione dei pagamenti. In Puglia questo è un problema che conoscono bene: nemmeno la metà delle imprese pugliesi, infatti, riesce ad essere puntuale nei pagamenti, innescando un circolo vizioso che mette a rischio la sopravvivenza di qualunque azienda. Anche di quelle sane. Da qui, l’esigenza per i fornitori di servizi, di materiali o di prodotti di evitare di esporsi alla piaga dei mancati pagamenti.

Puglia: solo il 23,2% delle imprese paga puntualmente

La Puglia non è esattamente una regione affidabile per quanto concerne la puntualità dei pagamenti da parte delle aziende nel campo del B2B. Stando alle statistiche riportate dal Gruppo Crif, solo il 23,2% delle aziende si fa trovare pronta alle scadenze: una situazione che peggiora se consideriamo il ritardo accumulato nei suddetti pagamenti, dato che il 20% circa delle imprese ne ha accumulato almeno uno grave. Va poi considerato un duplice aspetto della questione: se da un lato la Puglia è comunque più virtuosa di tutte le altre regioni del Sud, dall’altro la distanza dalla media italiana è notevole, considerando che quest’ultima si stabilizza intorno al 35% delle aziende puntuali nei pagamenti. Il tutto è ovviamente dovuto agli effetti di una crisi economica che, in questa regione, si è fatta sentire più che altrove.

Fornitori: come evitare i mancati pagamenti?

Esistono tutta una serie di tecniche per evitare i mancati pagamenti, come ad esempio rivolgersi ad agenzie esterne che di fatto “acquistano” il debito. Eppure, come sempre la soluzione migliore è fare enorme attenzione alle aziende con le quali si collabora, per evitare di dover fronteggiare il problema dei pagamenti in ritardo: in tal senso portali come Icribis consentono a chiunque di ottenere con pochi click voci di bilancio di qualsiasi azienda. Un sistema che permette di valutare sin da subito la loro situazione finanziaria e decidere quindi la possibilità o meno di avviare una collaborazione proficua da entrambe le parti, senza alcun credito in sospeso. Prevenire, d’altronde, è meglio che curare.

Qual è la situazione in Italia?

In Italia, nel complesso, la situazione è migliore solo di poco, se la paragoniamo a quella della Puglia. Di contro, un confronto con l’Europa appare impietoso: pur essendo stati fatti degli innegabili passi in avanti nel campo degli insoluti, dimezzando i tempi di attesa dei pagamenti, la situazione italiana è tutt’altro che virtuosa. Paesi come Germania e Danimarca, ad esempio, hanno un tasso di restituzione dei pagamenti a breve giro di posta nell’80% dei casi circa: a metà sotto troviamo altre realtà come l’Olanda, con il 53%. L’Italia ha fatto meglio solo dell’Irlanda, del Regno Unito e della Finlandia fra le altre: non c’è dubbio sul fatto che la situazione debba essere oggetto di riflessione.

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Redazione
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