Una notte shock che resterà nella memoria di tutti. Una notte, i cui racconti leggeremo sui libri di storia. Una ferita profonda per l’Europa: attacchi simultanei in una città simbolo della cultura occidentale, Parigi. Al momento si contano 140 morti e oltre 200 feriti. A tutti è venuto in mente l’11 settembre. Tutti siamo rimasti basiti, turbati, senza parole. Esplosioni, sparatorie, kamikaze, persone prese in ostaggio e poi uccise a freddo, scene tremende che il mondo ricorderà per sempre. Una città, Parigi, che ancora non si era ripresa dall’attentato di Charlie Hebdo. Una carneficina rivendicata dall’Isis, definendola “l’11 settembre francese” e classificandola come ritorsione alle azioni militari in Siria “La Francia manda i suoi aerei in Siria, bombarda uccidendo i bambini, oggi beve dalla stessa coppa”, si legge sul canale Dabiq France, la rivista francese dello Stato islamico. Mentre altri messaggi jihadisti minacciano: dopo Parigi, ora “tocca a Roma, Londra e Washington”.
La paura di vivere
Ancora una volta questi attacchi mostrano il tallone di Achille dei paesi occidentali. Attacchi improvvisi e imprevedibili. Un nemico che può colpire ovunque e in ogni momento e che hanno un unico grande effetto: generare paura. La paura di uscire di casa, di sentirsi vulnerabile sempre. Togliere la libertà ad un cittadino nato libero è una violenza psicologica sottile e cruenta perchè di questo si tratta: togliere la libertà della quotidianità, di poter scegliere liberamente dove andare e cosa fare senza avere paura di frequentare “obiettivi sensibili”. Questa la pena più atroce che forse gli islamici potessero infliggere all’umanità: la paura di vivere.
Ma c’è anche la paura generata dal senso di insicurezza che ti da l’immagine dei potenti del mondo che poco riescono a fare contro questi attacchi. La lotta al moderno terrorismo è una impresa titanica, che gli Stati occidentali stanno portando avanti con non poche difficoltà. Vedere che chi dovrebbe proteggerti è in realtà quasi impotente, fa molto male. Riusciremo mai a vivere come se nulla fosse accaduto? Certamente no. Come dopo l’11 settembre gli eventi di questa notte cambieranno ancora la nostra vita.











