Il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha presentato le linee guida della proposta di legge sulla partecipazione popolare, che propone il coinvolgimento attivo dei cittadini nelle decisioni politiche, pur riservando al legislatore una “clausola di salvaguardia”. “Cioè – ha sottolineato Emiliano – la democrazia rappresentativa mantiene la possibilità di prendere una decisione diversa: il Consiglio regionale dovrà motivare il perché una legge sia difforme da quella emersa dal dibattito pubblico”.
Titti De Simone, consigliere politico di Emiliano ha immaginato infine “come sarebbe stato diverso affrontare la vicenda del gasdotto Tap se avessimo avuto uno strumento di questo tipo negli anni scorsi”. Tra le novità della normativa, De Simone ha poi elencato il “monitoraggio e la valutazione insieme ai territori, agli amministratori e ai sindaci sull’attuazione del programma; un bilancio sociale di genere; un documento di programmazione che accompagni il tradizionale bilancio costruito in modo partecipato”.
La “programmazione strategica delle politiche pubbliche – ha sottolineato De Simone – sarà quella che andrà dai prossimi fondi europei al tema del piano regionale di sviluppo che non si approva più dal 1982”. “L’impianto normativo presuppone un processo aperto e, soprattutto, che ci sia un cambiamento anche di carattere culturale – ha proseguito la consigliera del presidente – avvieremo una fase di lavoro importante anche rispetto alla struttura regionale, che sarà protagonista. Questo è un processo che coinvolge tutti, nessuno escluso”.
“L’obiettivo di questa proposta – ha dichiarato infine Emiliano – è far partecipare i cittadini e far sì che presentino le proprie idee e le proprie opinioni sulle questioni più rilevanti e per tutte le materie di competenza della Regione Puglia. I partiti, anche quelli più organizzati e presenti sul territorio, spesso non riescono ad assicurare questa possibilità, per questo va garantito alla popolazione un “diritto a partecipare” connesso alle decisioni di particolare importanza. Se, per esempio, bisogna localizzare una grande opera pubblica anche impattante dal punto di vista ambientale, è giusto che la comunità locale abbia la possibilità di conoscere i documenti, far presente il proprio giudizio e presentare eventuali controproposte”.
“Ci fa piacere continuare ad essere di ispirazione per il presidente Emiliano. Vogliamo sperare che anche lui abbia iniziato a pensare seriamente ad una partecipazione dei cittadini che fino ad oggi sono stati lasciati sempre in secondo piano nelle scelte politiche del Suo governo. Ci auguriamo naturalmente che si tratti di un provvedimento concreto e non anche in questo caso di un annuncio spot. La partecipazione dei cittadini è invece per noi del Movimento 5 Stelle un metodo di lavoro”, gli otto consiglieri M5S Puglia ricordano infatti di aver già due settimane fa attivato il portale Lex attraverso il quale i pugliesi possono già dare il loro contributo nella scrittura delle proposte di legge dei portavoce in consiglio regionale: “Un processo di democrazia partecipata che non ha eguali e che permette a tutti i cittadini di entrare attivamente nelle istituzioni” commentano i pentastellati.
“Emiliano ha predisposto i pilastri della legge sulla partecipazione. Probabilmente, aveva bisogno di una legge per dare seguito a quanto annunciato in campagna elettorale, ma che alla prova dei fatti è stato disatteso”. Lo dichiara il presidente del Gruppo consiliare di Forza Italia, Andrea Caroppo.
“Sul piano di riordino -prosegue- non ha ascoltato i medici, gli infermieri, le associazioni di categoria. Nessuno è stato consultato ed il provvedimento continua ad essere chiuso nei suoi cassetti. Idem per l’individuazione del sito del Gasdotto: le comunità non sono state neppure considerate. Per questo, la partecipazione è un metodo apprezzabile con cui intraprendere il percorso di governo. Ma -conclude Caroppo- si poteva adottare anche da subito, senza bisogno di un obbligo legislativo”.










