Donne si, ma coinvolgendole in modo autorefenziale e senza prestare attenzione alle loro esigenze. Basteranno le sei capilista a Michele Emiliano per ricompattare il partito democratico, ancora lacerato dopo il recente strappo (perchè di strappo si è trattato) sulla parità di genere nella legge elettorale regionale?
Attacco alla democrazia partecipata. Le donne del Pd di terra di Bari non ci stanno e contestano al candidato alla presidenza della Giunta Regionale, non l’aver scelto 6 candidate capilista, ma un metodo autonomo e senza tener in nessun conto proprio le proposte ed i pareri delle donne.
“La Conferenza delle Donne di terra di Bari – scrive Teresa Zaccaria, portavoce della stessa conferenza – prende atto dell’ennesimo attacco alla Democrazia partecipata. Le donne democratiche contestano le decisioni assunte unilateralmente dal segretario regionale, Michele Emiliano, di annunciare la candidatura delle capolista del Partito Democratico attraverso un videomessaggio e sulla cui indicazione non abbiamo nulla da eccepire”.
Le Democratiche contestano il metodo adottato: sia per quello che riguarda i tempi di ufficializzazione dei nominativi, sia per i criteri utilizzati nella loro designazione, e per i quali non si è tenuto conto degli impegni assunti nell’incontro regionale di venerdì scorso, tenutosi alla presenza del coordinatore della segreteria regionale e dell’europarlamentare Elena Gentile.
Come fare, dunque, per far sentire la propria voce? La proposta è pesante: nessuna candidata donna nelle liste del Pd.
“Le Donne Democratiche – conclude Zaccaria – auspicano una inversione di rotta nel cammino verso le elezioni regionali e decidono di non candidarsi e di proseguire il percorso politico per la difesa della Democrazia, con la trasparenza delle azioni, dentro e fuori il Partito”.
A rispondere, in una sorta di muro contro muro che sa tanto di contrasto per la composizione delle liste, è Giovanni Procacci, coordinatore della segreteria regionale PD.
“Sono molto rammaricato della dichiarazione di Teresa Zaccaria. Ho partecipato felicemente al coordinamento regionale delle donne pugliesi del PD, presieduto da Antonella Vincenti, che sarà capolista del Pd nella provincia di Brindisi. Avevamo concordato in quella sede che il segretario regionale del PD e candidato presidente alla regione avrebbe assunto degli impegni, indipendentemente dalle candidature, tesi a valorizzare il ruolo delle donne nel governo regionale”.
“Ho rassicurato personalmente – prosegue – quel consesso che l’orientamento del candidato presidente, come già mostrato in passato, è proprio quello di impegnare il più possibile le energie, le risorse, l’entusiasmo del mondo femminile in tutte le azioni amministrative future. Ho ribadito inoltre l’impegno assunto da Emiliano di cambiare subito la legge elettorale regionale introducendo la doppia preferenza di genere. La necessità di varare tempestivamente le liste del Pd per consentire una campagna il più possibile coinvolgente – conclude Procacci – ha indotto Emiliano a individuare, dopo ampia consultazione, le capolista per ogni circoscrizione. Sei donne che si sono distinte per il loro impegno politico e sociale e che sicuramente continueranno ad essere in futuro punto di riferimento per tutto il partito. Le capolista indicate, peraltro, erano tutte presenti alla riunione del coordinamento delle donne”.











