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Emiliano-De Vincenti, lite sul Patto per il Sud. Forza Italia: “è una questione strumentalizzata”

Ritardi, cantierizzazioni difficili, patti firmati e rimasti sulla carta, soldi che ci sono, anzi no, ci saranno. Da anticipare, da restituire, da confermare. Il tutto mentre ci si strappa qualche voto alle primarie del Pd. E la Puglia in mezzo, tirata per la giacchetta.

Si è tolto un sassolino dalle scarpe grosso come una casa, Michele Emiliano, parlando dei Patti per il Sud, quelli firmati da Matteo Renzi in pompa magna, e a Bari con tanto di “pace del panzerotto” e con Antonio Decaro imbarazzato al centro del tiro alla fune, quando il presidente della giunta regionale pugliese sembrava una specie di Don Chisciotte che ritraeva la mano al buon samaritano toscano.

Eppure le versioni sono completamente discordanti tra di loro. E dunque qualcuno o non dice tutta la verità, o mente sapendo di mentire, o semplicemente (e verosimilmente) piega i fatti ai suoi interessi del momento (leggasi corsa alla segreteria Pd).

Di questi giorni è la polemica, tutta funzionale e probabilmente strumentale (come mai soltanto ora ce ne accorgiamo?) tra Michele Emiliano, ed il ministro Claudio De Vincenti.

“Vi ricordate i ‘Patti per il Sud’ firmati dal Governo e dalle varie Regioni per le città? Beh, non c’è neanche un euro disponibile”. Questo il commento di Emiliano, che poi spiega la sua tesi.

“Di quelle somme dovremmo fare immediato utilizzo perché- prosegue Emiliano- se non cantierizziamo le opere entro il 2019, perderemo tutti i fondi. Il meccanismo prevede la posposizione di 35 miliardi di euro su 46 a dopo il 2020, quindi matematicamente noi non riusciremmo a cantierizzare le opere e il governo tornerà in possesso di quel danaro che nel frattempo non possiamo spendere per l’unica manovra macroeconomica possibile e cioè gli investimenti per tirare su il ciclo economico. Lo abbiamo precisato e il Presidente del Consiglio mi ha detto che per verificare se questa cosa effettivamente è vera dobbiamo rinviare alla “cabina di regia”. Nella realtà è la legge di bilancio che ha previsto questa posposizione e dunque quello che avevamo detto in passato, e cioè che i “patti per il Sud” erano solo purtroppo una apparenza, è rimasto confermato dalla riunione di oggi e questo ovviamente mi preoccupa moltissimo”.

Ma De Vincenti, Ministro per il Mezzogiorno, rimpalla le accuse, ed anzi dà la colpa alla Regione Puglia.

“Emiliano mente sapendo di mentire”, ha replicato Claudio De Vincenti. “Le risorse del Fondo sviluppo e coesione sono già pienamente disponibili e utilizzabili, da subito. Peccato che la Regione Puglia non abbia ancora provveduto a presentare i progetti in modo da ricevere il primo 10 per cento di anticipazione di cassa, come invece stanno facendo le altre Regioni. Spiace per i cittadini pugliesi che si ritrovano un presidente incapace di utilizzare i fondi messi a disposizione dallo Stato e che quindi li danneggia”, accusa De Vincenti.

E la risposta di Emiliano ovviamente non si fa attendere, a stretto mezzo stampa.

“I documenti ufficiali della Camera dei Deputati (ovvero il bilancio integrato per il 2017) confermano quanto da me sostenuto: la disponibilità di cassa dei Fondi FSC per il periodo 2017-2019 (pari a circa 9,9 mld di euro sugli oltre 35 mld già programmati) è assolutamente insufficiente a consentire l’aggiudicazione di tutte le opere previste entro dicembre 2019″.

“Sarei felice – dice Emiliano – di ricevere rassicurazioni sul fatto che la mancata aggiudicazione non comporterà la revoca delle risorse. Purtroppo non è cosi. L’esiguità delle risorse materialmente a disposizione delle amministrazioni pubbliche rende impossibile la pubblicazione delle gare in tempi utili ad evitare la revoca dei finanziamenti. E’ questo un dato incontrovertibile che fino ad oggi nessuno ha messo in discussione”.

Insomma, un balletto che mette ancora una volta, per l’ennesima volta, di fronte Regione e Governo per obiettivi evidentemente interni ad una parte politica ben precisa (quella che governa a Bari e a Roma).

Ed a commento di tutta la vicenda arriva la chiosa dei consiglieri regionali di Forza Italia Andrea Caroppo e Domenico Damascelli.

“Sono lontani i tempi della ‘pace del panzerotto’ tra Renzi ed Emiliano: ci volevano le primarie del Partito Democratico per ricordare al presidente della Regione che la Puglia sia ancora a bocca asciutta e che dei 46 miliardi di euro del Patto non si sia vista neanche l’ombra”.

“Duole constatare -aggiungono- che, fino ad oggi, Emiliano non abbia proferito parola sui fondi e sulla difficoltà di cantierizzare le opere entro il 2019 per non perderli. Ripescare il tema in queste giornate calde per il centrosinistra -concludono- dopo le strette di mano dei mesi scorsi tra lui e Renzi, ha il sapore di una beffa per la Puglia, ancora una volta strumentalizzata per le ambizioni carrieristiche del suo presidente”.

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Roberto Mastrangelo
Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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