C’è una statistica che si rincorre ormai da qualche tempo e che rappresenta la cifra della situazione economica del Sud Italia: nella nostra regione si pagano più pensioni che stipendi. Secondo posto per la Puglia, dietro alla Sicilia capolista, a confermare come il meridione stia attraversando un periodo assolutamente negativo per quanto riguarda il mercato occupazionale.
A rendere ulteriormente più difficile questa situazione poi, c’è la progressiva crisi demografica che mette in bilico anche le pensioni di domani, con sempre meno lavoratori a fornire fondi economici per la previdenza. Per questo si stanno cercando, tanto a livello politico quanto individuale, nuove formule per mettere in sicurezza l’età della pensione e per aiutare tutti i pensionati di domani. Uno degli strumenti più utilizzati, in questo senso, è il Fondo Pensione Intesa San Paolo, chiamato proprio “Il Mio Domani”. Un’opportunità di investimento diversa, che permette di personalizzare il proprio piano di accumulo previdenziale e di andare a creare un tesoretto da utilizzare quando si lascerà il lavoro, integrando l’assegno mensile dell’INPS che rischia di essere particolarmente basso.
Ad oggi, infatti, le pensioni minime per gli Over 75 arrivano a 600 euro mensili, con un piccolo surplus arrivato grazie alla rivalutazione. Ma gli interrogativi, per il futuro, restano molti. E diventano ancora più urgenti vista la situazione della nostra regione. In Puglia i pensionati sono quasi 1 milione e 500 mila, con gli occupati che non superano la quota di 1.207.000. La differenza, insomma, è di 276 mila unità, seconda come dicevamo in apertura solo a quella siciliana, dove si raggiunge il -340 mila. In linea generale, infatti, è tutto il Sud Italia a far registrare le tendenze più negative, con una differenza generale tra pensionati e occupati che supera i meno 1.200. Entrando nel merito della nostra regione, poi, la provincia da bollino rosso è Lecce (con -104 unità), con un podio concluso da Brindisi (-30 mila) e Bari (-22 mila).
Ma quali sono i motivi di questa differenza? Tra le principali cause c’è la forte denatalità, in un trend nazionale che qui al Sud fa sentire ancora più forte il suo peso. Ma il grande problema è anche quello del mercato occupazionale, da troppo tempo fermo, in attesa di investimenti e di programmazione. Così i lavoratori scappano all’estero oppure a nord. Per questo il problema delle pensioni è così complicato. E per risolverlo non basterà di certo una riforma.









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