Serata da dimentica per il Lecce dal punto di vista del gioco, perché la prestazione è pessima, ma l’arbitro Bonacina influisce pesantemente con un calcio di rigore generosissimo nel primo tempo e una mancata espulsione nella ripresa, a venti minuti dal termine. Una gara dove l’Udinese ha fatto vedere qualcosina in più nel primo tempo e il Lecce un po’ di voglia nel secondo, ma che poteva tranquillamente andare avanti sporca fino a un pareggio.
Il primo tempo
La partita parte un po’ frenata, più fisica che di qualità, ma l’Udinese al 6’ avrebbe l’occasione per passare. Luca viene liberato in profondità ma si vede fermare dai piedi di Falcone. Dopo la metà del tempo, però, il fattaccio: un intervento di Jean viene considerato falloso da un richiamo del VAR e da un consulto di Bonacina. È rigore: gli udinesi litigano e alla fine Lucca decide di proclamarsi rigorista. Tira, segna, ma poco dopo viene sostituito per Bravo. Che diventerà il più pericoloso dei suoi. Già nel primo tempo, infatti, si fa vedere con una conclusione dalla distanza.
Il secondo tempo
Nel secondo tempo Giampaolo cambia qualcosa, mandando subito in campo Berisha e Karlsson e poi anche Rebic e N’Dri, ma il Lecce non è mai pericoloso. Berisha crea qualcosa, ma a parte un colpo di testa di Krstovic e una conclusione dell’albanese non arriva niente. Anzi l’Udinese, a un certo punto, invece di rompere inizia a costruire in contropiede e si rende con Brava e Atta pericolosa.











