HomePoliticaCentrodestra, l'infinita polemica tra Fitto e Berlusconi

Centrodestra, l’infinita polemica tra Fitto e Berlusconi

Raffaele Fitto contro Silvio Berlusconi, Berlusconi contro Fitto, e tutti contro tutti prendendo posizione per questo o per quello. Mentre nello scorso fine settimana (ad Atreju) c’era chi parlava (abbastanza fumosamente, peraltro) di riunificare il centrodestra, di dialogo tra le varie anime di un’unico contenitore, tra vecchi amici lontani per sbagli e ripicche personali più che per divergenze politiche, quasi a voler mettere il dito nella piaga ci hanno pensato l’europarlamentare di Lecce e l’imperatore di Arcore a rimettere ancora una volta la carne sulle braci ardenti.

A dare il via quei furbacchioni di “Repubblica” che, giustamente, hanno dato spazio a Raffaele Fitto con una raffica di domande sulla situazione del centrodestra italiano proprio all’indomani dell’intervento di Silvio Berlusconi, sabato scorso, che è tornato ufficialmente sulla scena politica. Potevano lasciarsi scappare questa occasione? Certo che no. E allora giù pesante.

Tra primarie, leadership, ruoli e metodi politici che alzano muri enormi e, ad ora, invalicabili in un centrodestra che tutto fa tranne che pensare a proporre agli italiani un’Italia alternativa a quella di Matteo Renzi.

“La stagione di Silvio Berlusconi è finita. Ma lui non vuole accettarlo”. A parlare è Raffaele Fitto, dopo il secco “no”, per l’ennesima volta, ad ogni richiesta di primarie nel centrodestra per la ricerca condivisa di un leader (richiesta ripetuta a gran forza da Giorgia Meloni).

E Fitto non le manda a dire, come al solito: “Berlusconi cerca sempre la polemica personale, lo scontro e l’insulto. Io non ho bisogno di risse. Ho sempre posto e pongo questioni politiche. Lui, invece, continua a raccontare cose nelle quali non crede più nemmeno lui”.

Ad una domanda sul ritorno in campo di Berlusconi Fitto chiarisce: “Ma come fa ancora oggi ad appellarsi ai 10 milioni di elettori che non vanno a votare, riproponendo la stessa minestra fallita negli ultimi anni, e, soprattutto, ignorando che i dieci milioni di italiani a cui si rivolge sono gli stessi che hanno abbandonato prima il Pdl, e poi Forza Italia?”. Tutto giusto, ma dimentica che fino a qualche mese fa al fianco di Berlusconi a propinare quella minestrina scaduta c’era anche lui.

Attacchi personali e controattacchi, dunque. Ed apriti cielo con le polemiche.

“L’attacco di Fitto al presidente Berlusconi – dice la deputata pugliese Elvira Savino – è non solo ingeneroso ma anche senza senso. A determinare la fine di una stagione politica sono solo gli elettori, non altri. Berlusconi è Forza Italia e viceversa, per cui ogni attacco di Fitto nei suoi confronti è un attacco a tutti noi e a tutti i nostri elettori. Fitto è partito con il piede sbagliato: se vuole davvero partecipare anche lui alla ricostruzione del centrodestra, non è questo davvero il modo”.

E ancora più duro il nemino numero uno di Fitto nelle scorse elezioni regionali, Luigi Vitali, coordinatore regionale pugliese di Forza Italia. “Caro Fitto, ci vedremo a Filippi. Nella ‘sua’ Regione e con tutti  i suoi uomini schierati, non è riuscito a raggiungere Forza Italia. Questo, appunto, in Puglia, figuriamoci a livello nazionale. Perciò, voglio suggerire a Fitto di non spendere il suo tempo a giudicare il futuro del nostro partito: ha da pensare al suo che stenta a carpire l’interesse dei cittadini”.

A rispondere a Vitali è Nuccio Altieri, deputato fittiano. “Vitali continua a dare lezioni di Storia perché a lui piace guardare al passato e vivere nel passato, quando Forza Italia aveva un consenso di oltre il 30% e rifiuta il presente di un partito che giorno dopo giorno perde elettorato di sondaggio in sondaggio fino ad andare sotto il 10%. E così la sua attività politica si limita ad attaccare Fitto, nella speranza di restare nelle grazie di Berlusconi in modo che non venga defenestrato da un momento all’altro dal suo ruolo  di coordinatore regionale e ritornare così nel dimenticatoio nel quale era finito”.

“Stia tranquillo, Vitali, per quello che concerne il futuro – conclude Altieri – noi sappiamo non solo riconoscere gli amici, ma soprattutto quelli che vogliono davvero costruire un nuovo centrodestra, con regole democratiche e un leader scelto dai nostri elettori senza morire di nostalgia”.

E sulla stessa linea Francesco Bruni, senatore fittiano: “L’onorevole Vitali deve essere stato colpito da una ‘fittite acuta’, non manca mai di citare l’on. Fitto in ogni sua uscita. Non c’è dichiarazione o intervista rilasciata  da  Fitto che non sia oggetto di un comunicato di Vitali pronto a difendere a spada tratta il suo cavaliere, forse nella recondita speranza di rimanere lui stesso in sella. Stia sereno Vitali l’obiettivo di Fitto non è Berlusconi, lo cita solo per rispondere alle domande dei giornalisti, ma costruire un nuovo centrodestra che torni a vincere conquistando quei 10 milioni di elettori che abbiamo perso proprio per comportamenti alla Vitali”.

Insomma, le polemiche non vengono lesinate. Intanto Roberto Marti, altro deputato fittiano, annuncia che a breve verrà formato un gruppo parlamentare autonomo di Conservatori e Riformisti, segnale che, probabilmente, ci sono 20 deputati pronti a lasciare Forza Italia ed a schierarsi con Fitto.

E le polemiche continueranno, alla prossima puntata.

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Roberto Mastrangelo
Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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