Alla fine, nel lungo tira e molla dei giorni scorsi, alla ricerca dell’unità perduta, con poco tempo a disposizione e tante polemiche, spesso inutili e personalistiche, il centrodestra si presenterà diviso alle prossime elezioni regionali.
Lasciando da parte ogni polemica puerile sulle parole “centrodestra” e “destra”, consideriamo soltanto alcuni dati.
Nel 2010 Raffaele Fitto si oppose fermamente alla candidatura di Adriana Poli Bortone, all’epoca presidente di Io Sud, a candidato governatore. Si disse, all’epoca, che lei fosse la migliore candidata possibile, capace di unificare la destra (da cui proveniva), Forza Italia (molto ben vista da Berlusconi) e l’area moderata centrista (ottimi rapporti con Pierferdinando Casini). Ma alla fine non se ne fece nulla. Troppe le pressioni di Fitto per candidare il suo braccio destro Rocco Palese. La Poli Bortone andò da sola supportata da Udc e Io Sud, e prese 4 consiglieri regionali (poco sopra l’8%). Rocco Palese invece perse con uno scarto minore di quell’8% della concorrente.
Nel 2015 avviene esattamente il contrario. Ora i centristi scelgono Francesco Schittulli, ex presidente della Provincia di Bari, e primi tra tutti proprio il partito in cui ora milita Adriana Poli Bortone sceglie di supportare Schittulli. Fratelli d’Italia lo difende a spada tratta, anche quando quasi tutti gli altri partiti della coalizione sembrano pronti a gettare alle ortiche la sua candidatura. Con efficacia ed ostinazione.
Ancora una volta è Forza Italia il nodo della questione. Ufficialmente non comanda più Raffaele Fitto. Ora c’è un segretario regionale, Luigi Vitali, nominato direttamente da Berlusconi con due obiettivi: cercare di riportare un successo elettorale in Puglia (tra le Regioni meno probabili al centrosinistra nel nuovo quadro elettorale italiano) e regolare i conti all’interno del partito. Si parla di epurazioni, si parla di esclusioni clamorose dalle candidature. E Raffaele Fitto non ci sta. Vuole tutti candidati gli ex consiglieri regionali per comporre liste più forti possibili. Una cosa che a Vitali non va giù, soprattutto perchè verrebbero meno molti posti “buoni” per il “nuovo che avanza”.
E si va verso la rottura. Fitto ed i fittiani scelgono di appoggiare Schittulli. Ed allora Forza Italia torna indietro di 5 anni e decide (in clamoroso ritardo) che la persona giusta per riunificare il centrodestra è proprio quella Adriana Poli Bortone che 5 anni prima è costata la vittoria elettorale.
Ma l’ex senatrice traballa. Fedele alle consegne di partito, su Francesco Schittulli, o tentata dalle sirene di una nuova campagna elettorale da protagonista? Fratelli d’Italia resta fermo (non senza qualche fibrillazione più a livello romano che barese) su Schittulli, mentre l’ok arriva da quel Matteo Salvini che vede nella Poli Bortone la leader di un movimento federalista che da Sud può rappresentare un punto di appiglio per le aspirazioni leghiste nel Meridione.
E dunque tutto fa presupporre che, ancora una volta, il centrodestra presenterà ai propri elettori due candidati. Un contro l’altro armati.
“In Puglia so che la battaglia è difficile ma ce la metteremo tutta”, dice dopo la conferma del sostegno di FI che ha lanciato la sua candidatura. Poli Bortone “ringrazia Berlusconi per la fiducia, e tutti gli amici che si stanno impegnando per ridare linfa e voce per un centrodestra rinnovato in Italia. Io – aggiunge – non posso che essere con coloro che intendono portare avanti un progetto vero nel quale la destra possa trovare il suo spazio. E sono convinta che sono Berlusconi e Salvini le due figure intorno alle quali si dovrà costruire il futuro centrodestra”. Poli Bortone ribadisce che la sfida in Puglia è complessa, “sia per i tempi ristretti sia per le defezioni di chi ha preferito schieramenti diversi dal centrodestra”. Così come “per i consueti protagonismi ai quali siamo abituati da dieci anni a questa parte. Comunque – conclude – ci sono ancora dieci giorni per ricondurre nell’alveo giusto dell’unità queste forze politiche”.
Negli ultimi 5 anni il centrodestra non è riuscito a trovare quella necessaria unità in Puglia. Ci riuscirà in questi 10 frenetici giorni?











