HomePoliticaPontida 2016, Salvini punta forte: "mai più schiavi di nessuno"

Pontida 2016, Salvini punta forte: “mai più schiavi di nessuno”

Il 15 settembre 1996 Umberto Bossi faceva la sua dichiarazione d’indipendenza padana a Venezia. Il 18 Settembre 2016 sullo storico pratone di Pontida (BG) la Lega Nord ha spento le venti candeline onorando quella storia.

Però già a partire dall’anno scorso qualcosa è cambiato in questa festa, infatti si è ripetuto un evento insolito, stand e colori del SUD. Ovviamente chi segue la politica sa che non è un folclore estemporaneo, ma l’organizzazione territoriale Meridionale voluta dal Segretario Federale Matteo Salvini, “Noi con Salvini.

Seguitissimi e affollatissimi i gazebo nostrani, non solo per la peculiarità e i colori diversi rispetto alle solite bandiere da Roma in su. Lo scambio culinario con i fratelli Settentrionali è stato graditissimo. E così si sono potuti gustare prodotti gastronomici, dal pane di Altamura alle mozzarelle di Andria, dall’nduja calabrese ai prodotti lucani e così via.

Ma veniamo al nocciolo, a concludere i tre giorni del raduno c’è stato ovviamente l’intervento di Salvini, che ha delineato il programma della prossima stagione politica in continuità con gli ultimi tre anni di sua reggenza: “Il 12 Novembre ci vediamo tutti a Firenze, per mandare a casa Renzi e per dire No a questa riforma Costituzionale. Noi la nostra proposta ce l’abbiamo: Monocameralismo, legge elettorale proporzionale pura, elezione diretta del Capo dello Stato, vincolo di mandato.”

E un affondo agli alleati: “La Lega non sarà mai più schiava di nessuno. Se qualcuno si aspetta che faremo il partitino minore alleato di Forza Italia si sbaglia di grosso. Lo dico a Berlusconi, le alleanze o si fanno alle nostre condizioni o non se ne fanno. Non possono stare un giorno con la Merkel ed uno con noi, devono decidere.” Ed a questo proposito: “Sull’euro e sull’Europa abbiamo idee molto chiare, ci siamo messi in tasca una moneta criminale che non ha fatto altro che portare povertà e disoccupazione. La prima cosa che faremo al Governo è la riforma fiscale, abbiamo proposto la tassa piatta al 15%, con numeri alla mano. Il Paese riparte solo se torna ad investire sul proprio prodotto, il proprio artigianato, la propria pesca, la propria agricoltura. Le arance del Marocco Renzi le desse al figlio, noi vogliamo mangiare quelle siciliane.”

Sull’immigrazione: “Abbiamo già detto tanto in questi anni, e i nostri amministratori stanno facendo tutto ciò che è in loro potere. È evidente a tutti voi che questo Governo sta con gli scafisti, con le cooperative che spalano miliardi sulla pelle dei clandestini. È un Governo razzista, auto-razzista con gli italiani, quello che spende 280 euro al mese per i disabili e oltre mille euro per gli immigrati clandestini arrivati dall’ultima parte del Mondo. Abbiamo milioni di persone in difficoltà, abbiamo i nostri disabili in difficoltà e Alfano pensa a sequestrare le Prefetture per alloggiare i clandestini.”

Una stoccata ai dissidi interni: “Noi siamo un movimento plurale. Quanti di voi, parlo agli amministratori locali, non hanno un assessore nella propria giunta che rompe le palle? Ma poi una mediazione, una sintesi si trova. È umano ci siano differenze, noi difendiamo le differenze. Tuttavia se c’è l’intento di allearsi con gli Scajola, i Fini, i Verdini, io non sarò il vostro Segretario. Trovatevene un altro, finché sarò alla vostra guida noi chiederemo coerenza ed onestà, onestà perfino nelle liste degli alleati. Non ho nostalgia dei tempi passati, non rivoglio una Lega al 3% che alle Europee del 2014 rischiava di guardare l’Europa da spettatrice.”

L’intervento di Bossi, che ha preceduto quello conclusivo di Matteo, ha avuto toni meno duri rispetto al passato ed alle ultime interviste, ma non ha lesinato critiche: “Roma ladrona era uno slogan contro una classe dirigente inetta e corrotta, non ce l’avevo con la gente del Sud che oggi è pure presente. Tuttavia la Lega nasceva per la libertà del Nord e non è cambiato l’obiettivo. Non voglio dilungarmi molto, precedentemente tanta gente ha parlato molto dicendo nulla.”

Riprendendo il discorso dell’Umberto, il nuovo leader ha replicato: “Io non sono un rottamatore, qualcuno dice che dovrei essere più cattivo ma non ce la faccio, non fa parte di me. Ringrazio Umberto Bossi perché oltre vent’anni fa mi ha fatto innamorare di questo progetto, e perché senza di lui nulla di tutto ciò sarebbe stato possibile. Anche se ogni due per tre mi dice che ‘non capisco un cazzo’, pazienza! Io ascolto, metto in tasca, ma poi tiro dritto per la mia strada. Dobbiamo riprendere le idee di Gianfranco Miglio, che in passato abbiamo malamente messo fuori, non lo dimentichiamo. E quindi il disegno per la Lega Italia federale che ho in mente è questo, tre-quattro macroregioni federate sulle autonomie che vanno avanti unite, perché questo Paese si salva da Nord a Sud, il cappio al collo oggi viene da Bruxelles, e questo è un popolo che deve morire libero! Chi ha nostalgia del passato non ha futuro.”

Così sulle note del Va Pensiero l’adunata abbraccia e si stringe attorno al suo Segretario che non si divincola da selfie, giochi, balli, e birra coi militanti.

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Andrea Lorusso
Andrea Lorusso
Classe '91, ragioniere di titolo e professione, giornalista per passione. Collaboro con varie testate dal 2011, possibilmente editorialista di Politica ed Economia. Scrivo perché avere una opinione e farla conoscere, è terapeutico contro la superficialità imperante.

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