HomePoliticaPorta Futuro, l'ex Manifattura Tabacchi diventa un portale per chi cerca lavoro

Porta Futuro, l’ex Manifattura Tabacchi diventa un portale per chi cerca lavoro

A Bari, nell’ex Manifattura Tabacchi, nasce “Porta Futuro”, il centro pilota di una rete regionale di nuovi servizi per aiutare i giovani ad orientarsi, intraprendere e trovare lavoro.

L’assessore alle Politiche Giovanili, Guglielmo Minervini, intervenendo con il presidente Nichi Vendola e il sindaco di Bari Antonio Decaro alla firma per l’accordo per “Porta Futuro” presso la ex Manifattura Tabacchi di Bari, ha dichiarato: “Quello di oggi è l’ennesimo, nuovo parto di Bollenti Spiriti. L’attuazione dell’accordo con il Comune di Bari è in una felice coincidenza con la conclusione in Fiera del settimo Bollenti Spiriti Camp durante il quale abbiamo chiamato a raccolta le migliori energie giovanili. E quello di “Porta Futuro” è un tassello della politica di attivazione di Bollenti Spiriti, una politica che non deve essere dispersa. Perchè si è detto che Bollenti Spiriti fosse solo un programma per l’autoimpresa. Oggi possiamo dire che in un mercato del lavoro assolutamente ostico, offriamo ai giovani la possibilità di mettersi in cerca del lavoro nelle migliori condizioni possibili”.

“Quello che parte oggi a Bari, al quartiere Libertà – prosegue – è un prototipo di respiro metropolitano per sperimentazioni che partiranno in tutti i capoluoghi di provincia in tutta la Regione. Ci mettiamo come Regione 5 milioni di fondi ex Fas e immaginiamo che qui possano avere sbocco sia i laboratori urbani, che le politiche di Garanzia Giovani e i futuri Centri per l’Impiego dopo la loro riforma. Un luogo dove i giovani possano incontrarsi e mettere in rete le proprie esperienze. Un utile servizio anche per le imprese. Ma alla fine occorre ringraziare anche il Comune di Bari che ha creduto alla proposta della Regione e ha investito per far partire subito l’esperienza”.

“La Regione crede molto in Porta Futuro – ha spiegato invece il presidente Vendola – perchè è una esperienza che ha funzionato molto bene, non solo nelle più avanzate capitali d’Europa ma anche in Italia. Noi abbiamo sempre ritenuto possibile immaginare lo scambio di buone pratiche tra gli enti locali. Ad esempio, in Puglia, abbiamo un deposito di buone pratiche realizzate in questo decennio, che stiamo mettendo a disposizione di tutta Italia. Ma – ha aggiunto Vendola – siamo anche andati a cercare le buone pratiche degli altri e non ci vergogniamo di dire che questa volta abbiamo copiato, e penso che lo abbiamo fatto bene perché a settembre, per il quartiere Libertà e per i giovani dell’Area metropolitana di Bari, comincia una storia nuova. Questo potrebbe essere un virus che si propaga in tutti gli altri territori della nostra regione”.

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Redazione
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