Pokemon Go, un videogioco storico della Nintendo, riportato in auge senza la caligine del Game Boy, diventa il migliore spot strappa lacrime per l’immigrazione siriana. Bambini con in mano foglietti ritraenti i piccoli personaggi ora in app per cellulari, con scritte in arabo: “Trovateci e venite a salvarci”.
Così durante il tragico e gigantesco conflitto civile che vede uccise da 5 anni a questa parte almeno 450.000 persone, il The Revolutionary Forces of Syria Media Office (organo di comunicazione delle forze rivoluzionarie) ha “inventato” questa réclame per far aprire il cuore, e possibilmente nuovamente le frontiere, ai Paesi della UE ostili all’ingresso dei migranti.
La questione, che oltre alle corde del cuore tocca la sicurezza nazionale, è complessa e complicata. Da un lato ci sono una lunga serie di episodi che portano a pensare che clandestini e jihadisti si siano facilmente infiltrati tra le fila dei richiedenti asilo per questioni umanitarie, portando di fatto la guerra in Occidente, come il fuoco di fila degli attentati di questi ultimi mesi tragicamente sta dimostrando. Dall’altro lato uomini e donne che questa guerra la stanno vivendo sulla propria pelle, e la stanno pagando con il proprio sangue. Senza distinzioni di età.
Quello che proprio non può essere accettabile è una speculazione che non risparmia nemmeno la pelle dei bambini, i ribelli salafiti hanno decapitato un 12enne palestinese accusato di essere una spia. Ormai questo è uno scontro che ha perso il lume di ogni possibile ragione.











