Un marchio rosso, per marchiare a fuoco lo spirito d’appartenenza ad un’idea politica chiara e inconfondibile. Un marchio rosso dietro cui si arroccano i volti dei 10 anni del governo Vendola. Una mossa da giocatore di scacchi, con cui i protagonisti delle ultime due legislature regionali tentano di arginare l’impetuoso incedere di Michele Emiliano.
“In un tempo in cui l’io primeggia – ha dichiarato Angela Barbanente, portavoce del nuovo movimento e vicepresidente della Giunta regionale uscente – rivendichiamo il Noi, l’essenzialità di recuperare il concetto del lavoro collettivo”.
“Anni in cui si è costruita una visione di respiro straordinario, tutto nel peggiore momento della storia degli ultimi anni – rilancia Nichi Vendola, “testimonial” della lista – Dieci anni che hanno conferito alla Puglia diritto di cittadinanza nel mondo”.
A spiegare l’arrocco, o la resistenza, ci pensa il ripudiato dem Guglielmo Minervini. “La coalizione subisce ogni giorno gli attacchi da chi vuole realizzare una sorta di opa sul centrosinistra – minaccia Minervini – in quanto a corto di argomenti a destra. Questo essere a sinistra per la Puglia è per noi un nuovo laboratorio politico. Ci approcciamo in questa direzione con lo spirito di innovatori inappagati”.
Tanti i volti noti presenti al battesimo del simbolo: i consiglieri regionali Michele Losappio, Pino Lonigro, Francesco Laddomada, l’assessora Alba Sasso, l’ex assessore Ettore Attolini, il coordinatore provinciale di Sel Ciccio Ferrara, l’ex consigliere regionale Cosimo Borraccino, e la sindaca di Molfetta Paola Natalicchio.











