HomePoliticaPrimari a scavalco, è emergenza o abitudine? L'interrogazione di Manca

Primari a scavalco, è emergenza o abitudine? L’interrogazione di Manca

Il Consigliere regionale del Movimento Schittulli-Area Popolare Luigi Manca, vicepresidente della III Commissione Sanità, ha presentato questa mattina un’interrogazione urgente al Presidente Michele Emiliano (titolare anche della delega alla Sanità) sull’abuso delle nomine dei ‘Primari a scavalco’ a livello regionale. “La nostra sanità pubblica presenta ovunque situazioni di gravi carenze di organico relative a personale di ogni ordine e grado nelle strutture ospedaliere” scrive in premessa, e “particolarmente preoccupanti sono quelle dei Primari di Reparto, tecnicamente Dirigenti di Strutture Semplici e Complesse. Per supplirvi, si ricorre spesso alla nomina dei ‘Primari a scavalco’, cioè degli stessi Dirigenti chiamati a dirigere, seguire e lavorare in più Strutture” spiega Manca.

“La nomina dei ‘Primari a scavalco’ può essere dettata da esigenze temporanee e limitata a un periodo ristretto, ma non può e non deve diventare abitudine, perché penalizza fortemente sia la professionalità dei diretti interessati, impossibilitati a fare fronte alle proprie responsabilità in caso di emergenze contemporanee; sia i collaboratori e il personale medico, spesso chiamati a supplire all’assenza fisica dei loro responsabili, ad assumersi nell’immediato responsabilità e operare scelte e decisioni non di loro diretta competenza; sia, in particolare, i pazienti, i degenti e i fruitori di prestazioni e servizi erogati in modo evidentemente non ottimale e non all’altezza di un servizio sanitario efficiente e che mira all’eccellenza” sottolinea ancora il consigliere regionale del MPS-AP.

“Eclatante ed emblematico è il caso del Primario del Reparto di Ginecologia e Ostetricia dell’Ospedale di Galatina, in provincia di Lecce, recentemente chiamato a rivestire analoga mansione anche nel Reparto di Ginecologia e Ostetricia dell’Ospedale di Copertino: una decisione che ha suscitato perplessità e preoccupazione nello stesso professionista, che non vuol certo venire meno al proprio ruolo e al rispetto verso dirigenti, superiori, colleghi e pazienti, ma non avendo il dono dell’ubiquità è perfettamente consapevole che la duplice mansione è destinata non solo ad arrecargli un forte stress, ma gli impedirà di ottemperare al meglio delle sue capacità” è il caso specifico sollevato.

Da qui l’interrogazione indirizzata direttamente a Emiliano “per conoscere il suo orientamento e dell’amministrazione da lui guidata sull’abuso di nomina dei ‘Primari a scavalco’, e se non ritenga invece più opportuno procedere alla nomina di un Primario per ogni Struttura Semplice e/o Complessa; o piuttosto – in caso di impossibilità nel seguire tale orientamento e di perdurante, grave carenza di personale – procedere con l’accorpamento delle Strutture che svolgono analoghe funzioni nel raggio di pochi chilometri, per garantire la piena funzionalità delle Strutture stesse e scongiurare rischi per la salute dei pazienti, dovuti alla temporanea, giustificata assenza del Primario impegnato in un’altra analoga struttura”, conclude Manca.

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Redazione
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