HomePoliticaProcreazione assistita? In Puglia è solo un privilegio per pochi

Procreazione assistita? In Puglia è solo un privilegio per pochi

Lotta all’infertilità, a volte un vero e proprio dramma che molte donne pugliesi sono costrette ad affrontare fuori regione. E che da novembre, se non interverrà per tempo Michele Emiliano, vedranno chiudere, di fatto, anche il centro di Procreazione Medicalmente Assistita (Pma) di Conversano per la scadenza degli incarichi sanitari.

Infatti, a partire dal prossimo mese, resteranno in “carico” alla struttura soltanto un medico dirigente ed un andrologo. Personale del tutto insufficiente per potersi far carico di tutto il lavoro in programma.

“Procreazione medicalmente assistita? In Puglia è un lusso per pochi e i cittadini sono costretti a migrare in altre Regioni, nonostante l’esistenza di strutture specializzate che, come il centro pubblico di Conversano, la nostra Giunta sta costringendo ad una chiusura lenta e silenziosa”.

Ad intervenire sulla situazione di crisi dei centri di Pma in Puglia è il consigliere regionale di Forza Italia, Nino Marmo, che ha depositato un’interrogazione consiliare diretta all’assessore regionale alla Sanità.

“Dopo molti anni dalla chiusura del centro  pubblico di Procreazione Medicalmente  Assistita dell’IRCCS di Castellana – aggiunge – ha ripreso la sua attività il centro del Presidio Territoriale di Conversano. Una struttura dove a breve è prevista l’istituzione di un moderno ed attrezzato Centro di Procreazione Medicalmente Assistita. Però – c’è un però, come sempre nella sanità targata Pd – a novembre scadranno gli incarichi temporanei di 3 ginecologi, 2 biologi e un addetto all’accoglienza. In pratica, quasi l’intera forza lavoro specializzata del centro e resterebbe solo un dirigente medico responsabile ed uno specialista andrologo. Dove vuole andare a parare la Regione?”

Ad oggi in Puglia ci sono. funzionanti, 2 centri di III livello centro (uno pubblico al Policlinico, uno privato a Bari), 8 centri di II livello centro (4 privati a Molfetta, Barletta, Mesagne e Taranto, 2 privati convenzionati a Bari, Lecce e Brindisi ed 1 pubblico al Di Venere di Carbonara-Bari) e 2 di livello centro I (privato convenzionato al Miulli di Acquaviva e privato a Nardò).

“Peraltro – sottolinea Marmo – il servizio è ridotto anche al Policlinico di Bari perché il reparto è in fase di ristrutturazione. Orbene, stando così le cose, è evidente che gli unici ad avvantaggiarsi della situazione saranno i centri privati della Puglia e le strutture extra regionali… ma non certo i pugliesi! Per questo, interrogo l’assessore alla sanità pugliese, ovvero Michele Emiliano, per sapere se ha intenzione di fare qualcosa per ripristinare un servizio di PMA efficiente. O – conclude Marmo – se intenda restare tranquillamente ad osservatore la migrazione in altre Regioni delle donne che lottano con l’infertilità”.

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Roberto Mastrangelo
Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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