Ero appena uscito dalla bella conferenza del prof. Montemurro su Cibo e Cultura, moderata dal collega Antonio Verardi, ed avevo ancora in testa l’affermazione dell’illustre agronomo in merito alla maggiore sicurezza degli acquisti di prodotti alimentari nelle grandi catene d’ipermercati, rispetto alla tanto sbandierata filiera del biologico.
Nei primi, aveva affermato il docente di agronomia generale dell’Ateneo barese, i controlli sono a tappeto, il prodotto del contadino, direttamente venduto sui mercati come biologico, raramente è controllato. Di ritorno a casa, dunque, un salto ad uno dei tre ipermercati Coop di Bari. Dopo l’acquisto di alcuni prodotti alimentari, ho cercato il decalcificante per macchine da caffè.
A Bari (ed in tutta la Puglia) l’acqua che esce dai rubinetti è ottima al gusto, ma assai meno positiva per gli effetti del calcare, di cui abbonda, sia sui macchinari, scaldabagni, tubazioni stesse, che al nostro interno, essendo talvolta fonte di calcoli renali e non solo. Tempo addietro trovavo quel prodotto tra i detersivi. Poiché l’attenta ispezione di quel reparto non aveva dato frutti positivi, mi sono recato, seguendo la logica, alle macchine da caffè.
Lì faceva bella mostra di se un cartello con su scritto, pressappoco, vado a memoria: “il decalcificante potete trovarlo nella corsia di vendita del caffè, accanto alle cialde”. Finalmente! Era da parecchio che lo cercavo. Mi reco, ove indicato, ma di decalcificante, neanche l’ombra. Il commesso del reparto non mi sa dire altro che di decalcificante non ha mai sentito parlare.
Telefona al suo caporeparto che gli dice di riferirmi che forse posso trovarlo dove vendono le macchine del caffè. Obietto che un cartello presso le macchine del caffè mi aveva indirizzato al loro reparto. Comunque, ormai sfiduciato, torno al reparto delle caffettiere elettriche. Trovo libero il commesso, gli spiego il problema. Mi guarda, alza il braccio, mette la mano sopra il cartello e prende una confezione di decalcificante.
Ce ne erano diverse ma tutte riverse in modo che non si vedesse altro che il fondo bianco. Gli faccio notare il cartello, che ingenera equivoco sulla collocazione e mette in condizione il consumatore di girare a vuoto. Lo invito a togliere quella indicazione. Si rifiuta adducendo il motivo di essere ligio agli ordini impartitigli, che prevedono appunto che quel cartello sia lì.
Peccato, si siano dimenticati quei dirigenti d’impartire anche l’ordine di spostare la merce.
Ma la disavventura di quella sera non finisce quì. Giunto alle casse automatiche, le cosiddette salva tempo, il conto non mi quadrava e comunque non avevo denaro sufficiente in contanti. Mi seccava usare la carta di credito per una cifra di poco conto. Mancandomi pochi euro e col sospetto di un conto maggiorato ho chiesto alla cassiera, che è lì per assistere chi adopera quelle casse.
Ero solo, ma si avvicinava l’orario di chiusura. Lo sguardo della commessa era tutto un programma. Comunque, molto a malavoglia ha cominciato a ribattere lo scontrino. I pezzi erano quelli ma il conto è risultato leggermente inferiore. Mi mancavano ancora pochissimi euro per poter pagare in contanti.
Le ho detto che rinunciavo ad un paio di prodotti e, quindi, di defalcarmeli. Era seccatissima, per annullare lo scontrino risultato maggiorato doveva chiamare, non ho ben capito se una collega o un superiore, in possesso di una chiavetta idonea allo scopo. Ho insistito e l’ha chiamata.
Mentre rifacevano il conto dopo aver annullato lo scontrino, ultima sorpresa, la cassa automatica ti pratica sì gli sconti indicati dalla Coop (i prodotti scontati alla cassa), ma non pure gli sconti del produttore (i bollini sconti sul prodotto), che può fare solo il cassiere.
Sarebbe giusto mettere un avviso sulle casse automatiche.
Sono socio Coop da molti anni, ma questa trappolina non mi era nota. Non è una bella cosa: non mi pare di essere stato nel mio negozio, ma quale “la Coop sei tu”, sarò stato sfortunato, ma quella serata mi ha fatto visitare un posto mitridatizzato, per quanto riguarda il primo episodio, e non proprio trasparente e cortese nel secondo.
Però, come avevo appreso poco prima, ero comunque soddisfatto, perchè i prodotti alimentari che mi portavo a casa, ero sicuro: erano stati tutti controllati, salvo che nel prezzo.












